ANNO 16 n° 275
Sanitą: Comune Acquapendente invia esposto alla Procura
Lo smantellamento graduale dei servizi mette rischio la salute dei cittadini

VITERBO - Lo smantellamento graduale dei servizi offerti dall’ospedale aquesiano, primo fra tutti quello di risposta alle situazioni di emergenza/urgenza che potrebbe creare situazioni di pericolo mettendo a rischio la salute dei cittadini è il motivo per il quale il Comune di Acquapendente ha inviato un esposto alla procura della Repubblica.

‘’A seguito dei decreti del Commissario ad Acta per la sanità della Regione Lazio Renata Polverini, e principalmente del decreto n. 80 del 2010, - si legge nel documento - la rete ospedaliera della Regione Lazio ha subito una riorganizzazione che ha significato soprattutto per i territori delle province una chiusura, passata sotto il termine di riconversione, di molti ospedali mettendo in seria discussione il diritto alla salute dei cittadini delle aree marginali.

L’area più colpita, quella della provincia di Viterbo, e in particolar modo la parte nord che faceva riferimento all’ospedale di Acquapendente prende in carico 19 comuni, con circa 55mila abitanti, che distano circa 70 chilometri (circa 90 minuti di percorrenza) dall’ospedale di riferimento Belcolle.

I tre documenti prodotti dall’amministrazione comunale (maggioranza e minoranza) ‘’denunciano la mancanza di una riorganizzazione complessiva della rete ospedaliera e territoriale, - si legge nel documento - nonché una insufficiente copertura della rete emergenze/urgenze mettendo fortemente a rischio la risposta alla salute delle popolazioni di questo territorio, così come a tutt’oggi non si conosce l’esito del documento organizzativo (Atto Aziendale) all’esame della Regione Lazio’’.

‘’Il rischio a cui la Regione Lazio e l’Azienda sanitaria hanno esposto le popolazioni di questo territorio non ha comportato nessuna economia di spesa, anzi – prosegue la nota - la massiccia mobilità verso le Regioni confinanti (Toscana e Umbria) comporterà un notevole aumento dei costi a carico della Regione Lazio.

Tutto questo crea una situazione di confusione sia per gli operatori sanitari che per la popolazione, e comporta una mancanza di sicurezza nella gestione delle emergenze/urgenze, e pertanto quale autorità competente sentiamo l’obbligo di segnalare tale pericolo, con rischi per omissioni dolose o colpose per l’incolumità della popolazione. Chiediamo a tutte le parti interessate di assumersi le proprie responsabilità”.

L’esposto è stato inviato al procuratore della Repubblica presso il tribunale di Viterbo, al Prefetto della Provincia di Viterbo Antonella Scolamiero, e per conoscenza al presidente della Giunta Regionale del Lazio nella qualità di commissario ad Acta per la sanità Renata Polverini, al sindaco del Comune di Viterbo nella qualità di presidente della conferenza provinciale dei sindaci della provincia di Viterbo Giulio Marini e al direttore generale della Asl di Viterbo Adolfo Pipino.




Facebook Twitter Rss