


VITERBO - Una promozione importante che arriva direttamente dal ministero della Salute e da Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. L’ospedale Santa Rosa di Viterbo ottiene una valutazione “molto alta” nell’area del sistema nervoso nel nuovo Programma nazionale esiti (Pne) 2025, entrando nel ristretto gruppo delle 26 strutture italiane che raggiungono i migliori standard su entrambi gli indicatori dedicati alla gestione neurologica.
Un risultato di grande rilievo se si considera che, nel Lazio, lo stesso livello di eccellenza è stato attribuito solo a quattro ospedali della Capitale e al presidio di Frosinone. Per il Santa Rosa – da anni al centro di criticità legate a pronto soccorso, carenze di personale, liste d’attesa e al fenomeno della migrazione sanitaria – si tratta di un segnale incoraggiante e di una fotografia che restituisce fiducia.
Il report 2025 ha valutato complessivamente 1.117 strutture di ricovero per acuti, analizzandole in otto diverse aree cliniche. Nell’ambito del sistema nervoso, l’attenzione è stata rivolta soprattutto alla gestione dell’ictus e alla capacità della rete ospedaliera di intervenire tempestivamente nei casi tempo-dipendenti. La maggior parte delle strutture si colloca in una fascia di livello medio, poche raggiungono il gradino più alto e solo una ristrettissima élite – appunto 26 ospedali in tutta Italia – viene classificata come eccellente su entrambi i parametri. In questo gruppo spicca Viterbo, unica realtà della Tuscia e una delle poche nel Centro Italia al di fuori dei grandi poli universitari.
Il Pne registra anche le strutture che, rispetto allo scorso anno, sono state escluse dai percorsi di audit ministeriali grazie a un miglioramento significativo delle performance. L’elenco nazionale comprende 68 ospedali e Belcolle rientra tra questi. Nel Lazio, solo sei presidi hanno ottenuto questo riconoscimento, a conferma di una traiettoria positiva intrapresa almeno in alcune aree cliniche strategiche.