ANNO 16 n° 275
Sanitą, Sambuci (Uil-Fpl): ''Concedere il part-time
ai lavoratori che
lo richiedono''

Riceviamo e pubblichiamo: 

Prendiamo spunto dalle attuali deliberazioni che hanno autorizzato limitatissime assunzioni – talvolta con modalità di lavoro flessibile ingiustificato e non condivisibile – contestando, come ormai da lungo tempo, che tali misure non sono sufficienti per assicurare livelli minimi assistenziali che la nostra Carta Costituzionale imporrebbe.

Cogliamo l'occasione, tuttavia, per stigmatizzare e censurare, soprattutto, la miopia burocratica non è soltanto tagli lineari.

I tagli lineari, infatti, sono indubbia cifra di miopia, cioè incapacità di quella visione d’orizzonte che soltanto un progetto di ristrutturazione assicurerebbe, ma di cui la politica nella Regione Lazio è incapace.

Si dice: blocco delle assunzioni, blocco delle spese, e si taglia e si blocca tutto. Nessuna discriminazione tra eccedenze e necessità.

Ma non è tutta qui, la miopia.

In Azienda si negano sistematicamente le concessioni di orari part time ai lavoratori – ma sono soprattutto lavoratrici – che ne fanno richiesta.

Ciò in quanto si ritiene che se si concede un part time ciò significa che c’è eccedenza di personale.

Il che, come è evidente anche a un cieco (che dovrebbe vedere anche meno di un miope) non è vero; perché si può concedere il part time a una lavoratrice per consentirle di conciliare i suoi tempi lavoro con la famiglia.

Ovviamente, da qui si crea una necessità di risorsa umana cui si può far fronte facendo lavorare un altro lavoratore disoccupato, anche a tempo determinato.

In questo modo la lavoratrice concilia i suoi tempi lavoro con le sue esigenze familiari.

L’altro lavoratore può dar da mangiare, e far studiare i suoi figli, contribuendo a uscire dalla crisi cui la politica di tagli lineari sta costringendo il Paese.

L’Amministrazione non soffre nessun aumento di costi; dato che paga sempre stipendi per un solo orario lavorativo a tempo pieno.

È elementare; ma le centinaia di dirigenti regionali, i direttori, vice direttori e para direttori delle aziende, i plurilaureati professori commissari non lo capiscono.

Eppure la Repubblica Italiana è fondata sul lavoro e valorizza la famiglia.

Si osservi, per giustizia, appena di passaggio che in questo caso le situazioni delle lavoratrici interessano la AUSL, ma questa assurdità di negare i part time si sta diffondendo anche presso altri Enti Locali.

Vi invitiamo, pertanto, a concedere i part time ai lavoratori che lo richiedono; provvedendo, poi, a sostituirli con altri lavoratori assunti a tempo determinato, iscritti alle liste di disoccupazione.

Vi invitiamo a far prevalere, per una volta, l’intelligenza, ancor meno, la logica elementare.

 

Il Segretario Generale

Angelo Sambuci




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