ANNO 16 n° 273
San Faustino, il rebus sicurezza. Le opposizioni incalzano e presentano ricette
L' amministrazione comunale esita, e le preoccupazioni dei cittadini crescono

di Giovanni Masotti

VITERBO - Lo spinoso caso San Faustino continua a tenere banco nel dibattito cittadino. Molta confusione e tante polemiche, pochi risultati. Per ora l'unica decisione concreta è lo stop alla vendita degli alcolici dalle 20. Un po' poco... Le opposizioni distribuiscono le loro ricette e la giunta Frontini sembra esitante. L' ex-sindaco Giovanni Arena, forzista, indica il percorso da compiere.

'È assolutamente necessario - sottolinea - mettere in campo un insieme di azioni che possano riportare gli abitanti della zona ad una convivenza civile. L’integrazione, termine molto usato quando si parla di extracomunitari, è il fine ultimo, ma numerosi sono gli ostacoli da affrontare. I disordini in Francia sono provocati da giovani che rifiutano l’integrazione e vogliono imporre il loro modo di vivere. I provvedimenti da adottare sono allora sicuramente il rispetto delle regole vigenti nel nostro paese, una presenza costante delle forze dell’ordine e continue iniziative culturali che insegnino a far capire come apprezzare e rispettare le bellezze della nostra Viterbo. Non sarà impresa facile - avverte Arena - perché, oltre alla convivenza con i viterbesi, è difficile quella tra le varie etnie, famiglie che percepiscono miseri stipendi o che vivono di espedienti e che spesso sono in contrasto tra di loro. Si deve avere la sicurezza che quando un ubriaco o un drogato provoca danni a persone e cose, non può dopo due giorni circolare tranquillamente di nuovo in libertà!'.

Sprona la maggioranza l' ex-assessore ai Lavori Pubblici ed ex-senatrice Laura Allegrini, di Fratelli d' Italia. 'Credo che per riqualificare San Faustino - spiega - occorra rimettere al centro la sua vocazione turistica. Intanto, come ho ripetuto in campagna elettorale, è necessario che le forze dell' ordine e anche la polizia municipale organizzino un presidio fisso sul posto, che è sicuramente un ottimo deterrente. Insieme a Rotelli avevamo preso contatto con la Guardia di Finanza nella speranza che tornasse a occupare la Caserma Giulioli, dismessa e attualmente in vendita. Sarebbe un punto di riferimento di grande peso. Il quartiere deve superare violenza e degrado e tornare alla normalità. Il sindaco si impegni di più su questa strada!'.

Andrea Micci, segretario provinciale della Lega e consigliere comunale viterbese, reclama la 'tolleranza zero' nei confronti di chi delinque. 'Subito un presidio fisso delle forze dell' ordine a San Faustino e nelle altre zone calde della città. Lo avevamo già chiesto al sindaco Arena - ricorda Micci - ora rinnoviamo la nostra proposta al sindaco Frontini. Questa non è una città sicura. È un luogo dove si verificano fatti che minano la libertà del cittadino e l' aggregazione sociale. La Lega ritiene che ci siano persone, indipendentemente dalla loro nazionalità, che hanno scelto di integrarsi, di rispettare le regole e di far parte di una comunità civile. Altre, invece, che hanno preferito dedicarsi al crimine e compromettere la quotidianità altrui. A loro non vanno fatti sconti. Chiediamo dunque al sindaco - insiste l' esponente leghista - di farsi portavoce presso le forze dell' ordine della richiesta di presidi fissi a San Faustino e in altre zone critiche. Vogliamo sapere, inoltre, a che punto sia l' acquisto dell' ufficio mobile della polizia municipale, trionfalmente annunciato in sede di approvazione del bilancio, ma che nessuno ha ancora visto in giro per la città'.

Particolarmente critica nei confronti della Frontini è l'ex-assessore regionale del Pd, attualmente consigliere comunale a Viterbo Alessandra Troncarelli. 'Quanto avvenuto a San Faustino è la prova che il problema della sicurezza in città non si risolve soltanto emanando ordinanze, ad oggi l' unica azione intrapresa da questa amministrazione - lamenta Troncarelli - bensì intervenendo con misure concrete e tempestive che da un lato facciano rispettare la legge a chi la trasgredisce e dall' altro servano da incentivo all' integrazione sociale. Più volte, in consiglio comunale, ho chiesto alla sindaca quale tipo di iniziative avrebbe messo in campo per contrastare i gravi fenomeni di violenza che si ripetono nella nostra città: non solo - attacca la consigliera dem - ho ricevuto zero risposte, ma sono anche 'non pervenuti' i progetti, ad esempio il vigile di quartiere, tanto decantati in campagna elettorale'. Insomma, su San Faustino il livello di preoccupazione è alto, ma la capacità di incidere è scarsa e divisa in mille rivoli. Mentre l' attenzione della giunta sembra spostarsi su nuovi temi divisivi, quale quello dell' isola pedonale in centro. Chi penserà più a San Faustino?




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