

Enterolactis Plus (Alfasigma) - 'Intestino in equilibrio, vita che riparte'. Link allo spot: https://www.youtube.com/watch?v=Cht_MY6Y7MU

VITERBO - Una donna è disgiunta da un tavolo festivo, forse solo conviviale: a disallinearla, con impeto improvviso, dall’auspicabile contesto è una cortina di disturbi intestinali, in forma di sliding door trasparente.
Si può scegliere di rimanere imbrigliati nel disagio o di combatterlo con una terapia di supporto: questa è la strada per cui opta la figura, senza dubitare della bontà della soluzione e senza esitare nell’annunciare il suo fastidio.

Enterolactis Plus, assumibile in una sola dose giornaliera, puntualizza le proprietà farmacologiche attraverso una chiara promessa: “E ti riconnetti alla tua vita!”, chiosa che echeggia alla circolazione di informazioni, stati d’animo e desideri nel nostro mondo formalmente sociale e intrinsecamente informatizzato. I collegamenti che contano, però, sono quelli naturali e insopprimibili della famiglia, delle relazioni spontanee e dei contesti veraci e genuini.
Nonostante il nostro spot, una creazione che sembra rimandare a una comunicazione elegante e compassata, subisca contaminazioni da concept visuali classici, è innovativo il tentativo di avvolgere la protagonista in un tunnel che la scardina, ma non la colpevolizza.

Mirata è la scelta per la stessa di far calzare un look bianco e senza contrasti cromatici con il background, quasi a preconizzare un’identità tra la trasparenza dell’anima e la salute del corpo.
La donna appare sola nel far fronte al suo malessere, fisico e situabile nella digestione, ma l’atteso riconciliarsi con la famiglia è parte di un percorso interiorizzato: non è necessario banalizzare sé stessi attraverso l’elargizione di red flag, soprattutto in contesti felici e partecipati, ma è giusto saper rivoluzionare in autonomia le situazioni critiche e provanti.
Questo è quello che la casa produttrice Alfasigma, con la sua esperienza e una notevole delicatezza, pare suggerirci.
In sostanza, vediamo una persona che è debilitata da un affanno, ma non denuncia in modo invadente o prevaricante il suo stato: vacilla, vi cammina, lo affronta e lo stravolge. E torna madre, complice, figlia, moglie e commensale alla tavola della vita: una gioia che si riequilibra e che transita in uno spazio sicuro, senza attendere definizioni affrettate, compatimento o emarginazione.
Ovviamente, una dose di elaborazione grafica più alta è presente nell’illustrazione dell’azione del farmaco sull’intestino, con tanto di calendario alla fine sull’attività del principio contenuto.

La mensa a cui la donna ritorna è qualcosa di nuovo e piacevole, rigenerato, con presenze che esemplificano l’unica figlia, l’uomo amato e i genitori. Un’Itaca fragile, ma mai fossile o dimenticata, che spesso è la medicina a richiamare con orgoglio, presidiandone l’integrità e la diffusa unicità.
Alfasigma, dunque, non brandizza con un payoff all’ultimo grido la sua campagna, né la indicizza con peculiari feature valide per il dibattito, ma ricorda che tutti possiamo essere testimoni della fragilità. Che sia la nostra, quella di un altro che supportiamo nel suo emergere o appartenga a chi ci ha allevato e continua a custodirci, il suo prezioso valore è nel viverla e superarla. È nell’essere consapevoli di avere, talune volte, “un’ala soltanto”.
Lo cantava Mr. Rain nel 2023, nella colossale per semplicità “Supereroi”, e continua a proporlo il nostro pontefice nei suoi impegnati scritti, compresa l’enciclica “Magnifica Humanitas”: se ci sorreggiamo sulla fiducia ci chi ci comprende, invece di annientarci nelle mancanze di chi ci estromette, troveremo il primo alleato nel nostro coraggio personale e nella nostra dedizione a un benessere spassionato.
