ANNO 16 n° 266
Sale la richiesta di operai specializzati ma è sempre più difficile trovarli
Durantini, segretaria Cisl: 'Formazione e investimento sulle competenze sono la chiave di volta'

 

VITERBO - Diminuiscono i giovani che cercano lavoro e aumenta la richiesta di operai specializzati e dirigenti. E' questo il dato tracciato nell'ultimo report della Cgia di Mestre su dati trimestrali di Unioncamere.

Nella Tuscia, al 22esimo posto su 107 provincie nazionali, le entrate previste (ossia la richiesta di personale) nel primo trimestre di quest'anno è pari a 4350 unità, ben quattrocento in più rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Cambiano gli assetti aziendali e con l'introduzione sistematica dell'intelligenza artificiale vanno delineandosi profili sempre più complessi. In questo scenario, indebolito dalla crisi demografica che come noto influisce negativamente anche su turnover generazionale, un ruolo fondamentale lo gioca senza dubbio la formazione.

In un recente evento della Cisl di Viterbo, in cui si andavano analizzare le aspettative lavorative dei giovani viterbesi, il presidente del consiglio regionale Antonello Aurigemma aveva proposto l'istituzione di un 'tavolo per i giovani', in grado di mettere insieme istituzioni, associazioni sindacali e datoriali, università e mondo della formazione per ridare slancio all'occupazione: 'Purtroppo oggi manca la stabilita del lavoro - aveva annunciato dal palco cislino - e se il lavoro è precario i giovani non mettono su famiglia. Da qui al 2030 - aggiunge - è stato stimato un calo demografico di 2milioni e mezzo di persone. Nel frattempo l'innovazione tecnologica va avanti spedita e l'intelligenza artificiale produrrà, da una parte, uno sviluppo positivo, ma al contempo anche una pesante ricaduta lavorativa'.

'La forte riduzione del rinnovo della popolazione attiva va trascinare verso il basso la forza lavoro potenziale - ha spiegato Elisa Durantini, segretaria generale Cisl Viterbo -. La formazione e l'investimento sulle competenze, in questo quadro, possono rivelarsi la chiave di volta per intercettare lavori qualificati, meglio retribuiti e che permettano ai giovani la stabilità necessaria per progettare il loro futuro.

Scommettere sulla formazione e sullo sviluppo delle proprie competenze permetterebbe altresì ai giovani lavoratori e alle giovani lavoratrici di rimanere aggiornati sui cambiamenti del lavoro, in particolare modo per quello che riguarda l'applicazione dell'intelligenza artificiale, che se ben gestita può rappresentare un volano di sviluppo per il territorio'.

'Non dobbiamo temere il progresso - ha infine commentato Durantini - dobbiamo però tenere a mente che in un mondo in costante evoluzione come quello in cui stiamo vivendo, formazione e sviluppo delle competenze, le cosiddette 'soft skills', diventano centrali. La Cisl da sempre ne sottolinea la centralità, rilevando come innanzitutto sarebbe necessario colmare il gap fra il mondo della scuola e quello lavorativo (non sempre i giovani studenti escono dalle scuole pronti per il mondo del lavoro), ma sarebbe anche importante sviluppare progetti di formazione continua che accompagnino i lavoratori e le lavoratrici durante tutta la loro vita, e che permettano loro un costante aggiornamento e miglioramento'.




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