ANNO 16 n° 275
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Rossi sogna, Margottini traccia la strada
Al San Leonardo la prima uscita di ''Primavera civica'' e ''Viva Viterbo''

VITERBO – (roc) La ''Primavera civica'' di ''Viva Viterbo'', associazione e lista che chiederà voti per Filippo Rossi sindaco, ieri sera ha detto prima di tutto una cosa che in molti già asserivano: Claudio Margottini è la vera mente del movimento.

Lo stesso candidato sindaco, che evidentemente lo sa e gli riconosce il ruolo, ha lasciato che fosse il ricercatore viterbese di fama internazionale a trarre le conclusioni. Conclusioni che sono state una vera e propria strada, anzi un’autostrada, su cui indirizzare l’ideatore di Caffeina e i suoi.

Se Rossi sogna, Margottini snocciola numeri e compara percentuali tra Viterbo e gli altri capoluoghi di provincia. Se Rossi elenca buoni propositi, Margottini indica possibili soluzioni. Se Rossi evoca suggestioni, Margottini fa i conti in tasca alla crisi e formula ipotesi per ottimizzare le risorse. Se Rossi ha messo in piedi lo spettacolo (forse troppo lungo) della politica, Margottini riscatta la convention riempendola di contenuti.

In compenso durante la serata sono stati diversi gli interventi che hanno tenuto conto sì del sogno, ma anche della concretezza. Tra essi quello di Alfonso Antoniozzi, designato da Rossi come assessore alla Cultura in caso di vittoria, e quello di Lietta Granato che ha realizzato un video, ''La città che vorrei'', dando voce ai più deboli: bambini, anziani, disabili. Intenso anche l’intervento della coordinatrice di ''Viva Viterbo'', Maria Rita De Alexandris, la quale ha rivendicato il ruolo positivo dell’associazione che in contrapposizione all’inerzia propone un viterbesissimo ''se po’ fà''.

''Mi auguro e vi auguro – ha detto la De Alexandris – di vivere in una città di cui andare fieri e orgogliosi''.

Va detto che il teatro San Leonardo era completamente esaurito, con la presenza di oltre quattrocento persone che hanno assistito a oltre due ore di performance a sala rigorosamente buia.

L’atmosfera ha valorizzato tutto ciò che è avvenuto sul palco: buona musica, video di ottima qualità, qualche richiamo alla storia della città, alla sua bellezza non valorizzata, al degrado del centro storico, alla cultura calpestata, alla mancanza di spazi verdi, alle strade colabrodo, a trasporti e servizi inefficienti. Cose che, probabilmente, nei prossimi giorni si leggeranno un po' in tutti i pieghevoli delle liste in campo.

Filippo Rossi, da parte sua, ha raccontato i suoi sogni. Eccone alcuni: non pagare a peso d’oro verde pubblico e fiorellini delle aiuole, rivitalizzare il centro storico e il commercio, non lasciare vuoti i palazzi storici, non essere succubi dei soliti noti, non dire sì a Sposetti, Fioroni e Gigli, non pensare che vince-sempre-Giulio e intanto non cambia mai niente. Infine ha sognato che la città rinasca con un patto collettivo per ricostruire tutto e che non bisogna chiudere via Marconi per le fissazioni di un sindaco (Gabbianelli, ndr).

Tra le cose che rimarranno in mente la scenografia creata per il racconto dei sogni del candidato sindaco: musica di sottofondo del bravo Luigi Gentile ed effetto fumo, tanto fumo. Neanche Matteo Renzi si era spinto così in avanti. Vabbè, Rossi non è Renzi e su questo non cicale.

Ma quando le persone cominciano ad alzarsi e a lasciare il teatro, Rossi decide di tagliare tre pezzi e saluta tutti. Ma i colpi di scena non sono finiti: ''Chi vuole può venire in piazza del Comune, c’è una sorpresa''.

Ed è li, proprio sotto Palazzo dei Priori che un centinaio di persone iniziano a far volare piccole mongolfiere. Rito scaramantico o propiziatorio che sia, l’effetto è molto bello. Ma per ora, in attesa che Rossi e i suoi in quel palazzo ci entrino, a volare alto sono loro, le mongolfiere. Anzi no, anche Claudio Margottini.

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