ANNO 16 n° 272
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Ronciglione e il Lago di Vico ritornano a splendere
Nuovi turisti e nuove energie dopo la sentenza per la protezione del bacino idrico

RONCIGLIONE - Lipu e ClientEarth ce l’hanno fatta, scommettendo nell’adozione da parte della Regione di misure riqualificanti per il benessere del Lago di Vico: lo scontro aperto si è risolto in una vittoria, che vede gli enti amministrativi del Lazio pronti ad agire – il limite è di sei mesi – per proteggere il patrimonio del lago e il suo rappresentare un habitat consolidato.

Una volta indicato come Zona vulnerabile, al bacino idrico prossimo a Ronciglione spetta un futuro diverso dal suo recente passato: dal 30 aprile 2024, data in cui il Consiglio di Stato ha accolto l’appello per la salvaguardia del lago, è iniziata una fase di fermento per dare un nuovo corso alle sue acque, una calamita per gli avventori italiani e non. Il dado (e l’auspicio di attenzioni mirate) è stato tratto, con una storica sentenza che va a vantaggio della natura.

Mario Mengoni, sindaco di Ronciglione, ha espresso in modo lampante la crucialità della questione, soprattutto per l’ambiente e la cittadinanza: “Ho chiesto alla Regione Lazio di costituire un tavolo tecnico e politico, con tutti gli organi coinvolti, per capire quali saranno le misure che la Regione dovrà mettere in atto – ha spiegato – e quindi comprendere le intenzioni dell’assessorato ad Ambiente e Agricoltura e della parte dirigenziale. La sentenza dà un’indicazione secondo me molto chiara, che è quella di dover in qualche modo limitare la trafila intensiva”. Cosa si intende per “trafila intensiva”? “Sarà la Regione e la sua parte dirigenziale – ha continuato Mengoni – che dovrà chiarire le attività consentite e non consentite, ma anche come andare a limitare o modificare la produzione agricola all’interno della caldera del Lago di Vico”.

I risultati che il primo cittadino e la comunità ronciglionese si aspettano, in un’ipotetica situazione naturale e non antropizzata, sono “non comunque immediati: il tempo di ricambio dell’acqua del lago è di circa diciassette anni, perciò diciamo che gli effetti si potranno vedere dopo venti anni. Sia in senso positivo, sia in senso negativo, dobbiamo sapere che le tempistiche sono medio-lunghe: un ciclo di venti anni è a mio avviso abbastanza lungo. Sta alla Regione valutare anche le aspettative, sicuramente, però, ci dovrà essere una regolamentazione diversa rispetto a quella che oggi c’è. La direzione sarà decisa dalla Regione, noi saremo collaborativi rispetto agli obiettivi che essa si prefiggerà”.

Affrontando invece il tema dei cinghiali, affamati di frutta a guscio, il primo cittadino non vede un elemento dirimente nel loro contatto con il lago. Mengoni ha associato la presenza degli animali a un’altra categoria di criticità, “che riguarda la sicurezza, la viabilità e la produttività dei terreni nelle zone agricole”: il fattore ambientale di inquinamento delle acque non sussisterebbe nel popolamento delle zone circostanti da parte di questi animali.

Un lago migliore, pertanto, vuol dire più turismo? “In questa fase il Lago di Vico ha una crescita importante a livello di turismo. Negli ultimi anni, dal Covid-19 in poi – ha risposto il sindaco – anche grazie ad alcuni risultati ottenuti a Ronciglione, che è il Borgo dei Borghi (edizione 2023, ndr) e Borgo più bello d’Italia, l’incremento dei visitatori si è verificato. Con la riserva del Lago di Vico abbiamo tanto lavorato per migliorare l’offerta turistica nel rispetto dell’ambiente all’interno della caldera, soprattutto sul lungolago di Ronciglione. Maggiore e migliore è la qualità del Lago di Vico, maggiore e migliore è la quantità e la qualità del turismo”.

Mengoni ha sottolineato la qualità del turismo, poiché negli anni il lago è stato utilizzato come meta di svago da Roma, non apportando un beneficio concreto alle istanze dello sviluppo del settore dell’accoglienza. Dopo la pandemia, invece, “la richiesta - ha continuato – si è invertita: ce ne accorgiamo vedendo quante abitazioni nel lungolago e posizionate sulla punta del lago vengano cercate. La nostra speranza in questo ambito è costante. Ci tengo a fare una precisazione: la qualità dell’acqua del lago a livello di balneabilità è sempre stata e lo anche quest’anno eccellente, corrispondendo a tre stelline nella classificazione del Lazio. Anche la Goletta dei laghi di Legambiente l’ha riconosciuta”.

I fattori di crescita nel turismo per un territorio non sono dunque relegabili a ciò che è lontano dal suo assetto ambientale: impegnarsi per far fronte alle emergenze aiuta sempre a vedere chiaro, soprattutto nell’ottica dell’erogazione di servizi attenti.




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