ANNO 16 n° 272
''Roma Nord: cambio di gestione. Andrą meglio? Staremo a vedere''
Il Comitato dei pendolari : ''Speriamo in una inversione di tendenza nei prossimi 6 mesi''

VITERBO - ''Benvenute Cotral e Astral, sappiate che vi staremo col fiato sul collo, ma sempre e solo per il bene della ferrovia e per dare agli utenti un servizio migliore e degno di un paese come il nostro''. 

Nel giorno in cui cambia la gestione delle ferrovie ex concesse che tornano in capo alle partecipate della Regione, i pendolari della Roma Nord richiamano le problematiche del servizio. 

''Il servizio ferroviario nel corso degli anni di gestione di ATAC, sia per la nostra ferrovia che per la Roma Lido (e anche per la Roma Giardinetti che resterà per il momento in mano al comune di Roma) - scrivono - è peggiorato sempre di più, per prendere la discesa definitiva da luglio 2019 (esattamente 3 anni fa), quando a seguito dei luttuosi fatti di Andria e Corato del 2016 si aveva l’obbligo nazionale di rendere più sicure tutte le ferrovie non interconnesse alla rete ferroviaria nazionale, come la Roma Nord. Si sono letteralmente persi 3 anni per non fare nulla e ritrovarsi in piena estate senza treni e senza potenziamenti infrastrutturali. 

La situazione si è trascinata fino ad oggi - scrive il comitato dei pendolari - dove la Regione Lazio, anche a seguito delle nostre numerose e quotidiane denunce di disservizi, ha deciso di cambiare gestione, affidando a società interne, piuttosto che andare a gara pubblica… ma questo è un’altro aspetto importante della questione.

Per questo dal 1 luglio Cotral gestirà il trasporto, con gli stessi treni di ATAC, con lo stesso personale (non sono previsti potenziamenti nell’immediato) e con le identiche criticità segnalate, non nascoste dal nuovo gestore che ci ha avvisato che non ci dovremo aspettare “miracoli” almeno per un anno. Noi confidiamo che già da settembre, alla ripresa delle attività scolastiche e con la fine delle ferie, l’utenza abbia un giovamento seppur minimo, da questo cambio di gestione.

L’anno scorso - prosegue il Comitato - abbiamo rilevato oltre 5000 corse soppresse, tra urbane e extraurbane, con un progressivo abbandono della tratta superiore, da Sacrofano a Viterbo. Interi comuni isolati e senza treno, come Viterbo ad esempio. Tante occasioni di studio, di lavoro, di turismo perdute per sempre e senza miglioramenti che portino gli utenti (circa 40 mila al giorno con un bacino potenziale di 200 mila) a preferire il mezzo pubblico al privato. Per il 2022 abbiamo già rilevato oltre 3000 soppressioni, batteremo il “record” del 2021? Speriamo in una inversione di tendenza per i prossimi 6 mesi per non finire di nuovo sui giornali come tra le peggiori linee ferroviarie d’Italia, come ci accade ormai da anni''.

Il Comitato dei pendolari spera inoltre che ''con la venuta dei nuovi gestori non si cavalchi l’emergenza treno per avere sempre più bus sostitutivi, trasformando la Roma nord in una “gommovia”. 

''Vogliamo più treni a disposizione, puntuali e puliti - prosegue - Vogliamo maggiori controlli a bordo e in stazione''. In conclusione il Comitato dice che ''Non è possibile viaggiare in questo modo scandaloso nei pressi e dentro la capitale d’Italia e una delle città più importanti e visitate del mondo…e con molte eccellenze e cose da vedere a nord di Roma, fino a Viterbo…la città dei Papi. Non dimentichiamolo, soprattutto perchè paghiamo biglietti e abbonamenti e vogliamo viaggiare con le comodità previste dal contratto di servizio…e la puntualità non deve essere più un optional''.




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