ANNO 16 n° 274
Roberto Napoletano
al Consorzio Biblioteche
Un centinaio di persone ha ascoltato sabato il direttore del Sole24 Ore

VITERBO - “E' un piacere essere ospite di questa biblioteca. Un polo culturale che merita un plauso e di essere conosciuto e visitato”. Si apre con un nota di merito nei confronti del Consorzio delle Biblioteche e del commissario straordinario Paolo Pelliccia, l'intervento del direttore del sole24 ore Roberto Napoletano, nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli”di viale Trento.

Davanti a circa 100 persone, dislocate in parte nella sala lettura, dove è stato posizionato un maxischermo, Napoletano ha tenuto una lunga lezione sulla necessità di volgersi al passato per ritrovare quello spirito che, negli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale, ha permesso all'Italia di rialzarsi dalle macerie, fisiche e morali, e di affermarsi come potenza industriale. Una lunga serie di figure, da Costa a Menichella, portate simbolicamente a testimoniare il valore dei talenti italiani, al quale tutti, ed in particolar modo le nuove generazioni, sono chiamate a guardare. Una generazione che, nel dettaglio, è stata fisicamente rappresentata da uno studente del liceo classico Mariano Buratti, Gianmarco Bellucci. “Figlio di quei figli che fecero la guerra per avere la pace – dice Bellucci – figlio di una generazione che fatica, costretta a guardare fuori perché in casa propria non riesce a trovare il giusto riconoscimento al proprio merito ma, alla quale, nessuno è in grado di togliere la speranza”.

Un'esigenza, quella di ritrovare compattezza e fiducia, ripresa e rimarcato da Napoletano: “Viviamo in un grande paese, in una terra che ha dato tanto e può ancora dare tanto. C'è voglia di cambiamento, c'è voglia di vedere nel futuro una concretezza che ai giovani è stata tolta. Per far questo dobbiamo prendere esempio dagli uomini che ci hanno preceduto, conservare e rinnovare la loro memoria. Nel novembre del 2011 decisi di aprire l'edizione successiva al giorno in cui si registrò il picco massimo dei rendimenti a 10 anni dei titoli italiani, con il titolo “Fate presto”, un appello rivolto alle istituzione, a chi ci governava e, neanche troppo implicitamente, a tutti gli italiani affinché tirassero fuori il meglio, a svegliarsi. Siamo stati ad un passo da dieci anni di povertà, ad un passo dallo sprofondare in un baratro, sono passati due anni ma nessuno sembra ricordarsene, tendiamo a vedere la catastrofe economica e sociale come fosse una cosa lontana. Ma il rischio, seppur più distante, è ancora lì. E per non ricaderci è bene rimboccarsi le maniche, fare come chi ha anteposto il bene collettivo ad i personalismi”. Un dibattito interessante, che ha messo a confronto le problematiche e due generazioni, uno de




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