ANNO 16 n° 275
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Roberto Di Stefano: ''Troppi dubbi nella riforma Cartabia''
Massimiliano Siddi sostituto procuratore della Repubblica di Viterbo: “Una riforma che tradisce intrinsecamente se stessa

di Serena D'Ascanio 

VITERBO - Ieri mattina, presso l’aula magna del rettorato dell’Università della Tuscia, si è dato il via al convegno formativo che aveva come tematica il ruolo della Polizia Giudiziaria nella Legge Cartabia. Ad aprire il seminario e presentare gli ospiti, Giuseppe Mancuso Segretario Provinciale NSC di Viterbo, insieme a Marco Nicoletti segreteria MOSAP Viterbo.

(Nella foto da Sx Giuseppe Mancuso, Massimiliano Siddi e Roberto Di Stefano)

Il 30 dicembre 2022 è entrata in vigore, una parte, della nuova riforma della giustizia penale e del sistema sanzionatorio, meglio nota come Riforma Cartabia che va a modificare larga parte delle norme processuali, alcune previsioni del sistema sanzionatorio penale ed introduce il nuovo e compiuto regime della c.d. giustizia ripartiva.

(Nella foto da Sx Giuseppe Mancuso, Dott.re Michele Adragna e Roberto Di Stefano)

Il testo interviene, innanzitutto, sulla delicata questione relativa alle ripercussioni della scelta di stabilire per alcuni reati non più la procedibilità d’ufficio, ma la procedibilità a querela, da escludere l’onere per gli uffici giudiziari di dare informazione alla persona offesa della facoltà di esercitare il diritto di querela, previsione che aveva creato particolare allarme per il rilevante aggravio organizzativo. Sotto tale aspetto, si dispone, unicamente, che le misure cautelari personali, in corso d’esecuzione, adottate per taluno dei reati che sono diventati procedibili a querela, perdono efficacia se, nel termine di 20 giorni dall’entrata in vigore della riforma, l’Autorità procedente non acquisisca la querela. A tal fine si dispone che l’Autorità compia ogni utile ricerca avvalendosi, anche, della polizia giudiziaria. Durante il decorso di quel termine è stabilita, espressamente, la sospensione della durata massima della custodia cautelare, sino alla acquisizione della querela ovvero, comunque, non oltre venti giorni.

Roberto Di Stefano, Segretario generale aggiunto – “Questi convegni servono per far capire sia i pregi che i limiti, chiaramente i pregi non si possono vedere in maniera immediata, ma questa legge ha provocato dei grossi dubbi in primis dagli operatori, ci ha creato molti paletti e cerchiamo di capire in che maniera poterla correggere. Ogni legge ha una finestra temporale che consente l’eventuale modifica. Ci sono dei dubbi, sia per quanto riguarda la limitazione dei tempi di prescrizione, che diversi accorgimenti che vanno a colpire l’accelerazione della fase preliminare, potrebbe andare ad inficiare sulla qualità, questo è il problema che abbiamo noi. L’aspetto fondamentale è che non c’è personale a sufficienza per poterlo mettere in atto. Pensiamo un attimo al concetto di giustizia ripartiva che è stato messo in questa legge, nel Regno Unito che è un paese simile al nostro, per la cosiddetta messa alla prova oppure di pena alternativa al carcere, lo Stap Provvedimention Service è di 18mila persone, in Italia fino a Marzo 2022 erano di 1.700. Il concetto importante è ok all’innovazione, ma prima di fare una legge si devono reperire persone, c’è bisogno di creare un sistema giudiziario che ridisegni la sua necessità geografica, chiudendo tribunali minori, accorpando i giudici fuori luogo e aumentare le persone che possono dedicarsi, pensando anche al fatto che c’è l’obbligo telematico di tutta la procedura. Chi lo fa? E la formazione? Non dovrebbe quindi essere circoscritto a noi come forze di Polizia, ma anche alle associazioni, all’amministrazioni comunali e provinciali, qualcuno che venga e faccia capire quali possono essere le problematiche che influiscono sull’aspetto come quello sulla guerra di parte, dei furti, delle lesioni, perché ciò che preoccupa al cittadino è proprio questo, che determinate azioni penali non sono più punibili.”

Giuseppe Mancuso, Segretario Provinciale NSC di Viterbo - “Siamo enormemente felici di questa grande riuscita, ringraziamo la Provincia di Viterbo che ha patrocinato l’eveno e il Comune di Viterbo, in modo particolare vogliamo ringraziare la Procura della Repubblica il Dott.re Auriemma, tutti i sostituti che hanno reso possibile questo convegno. Ci siamo trovati all’improvviso con questa nuova riforma penale che mette in seria difficoltà sotto alcuni aspetti, gli operatori della Polizia Giudiziaria, coloro che in prima battuta hanno che fare sul territorio, una riforma che stravolge in parte tutto il loro operato.”

Dott.re Massimiliano Siddi sostituto procuratore della Repubblica di Viterbo – “Una riforma che tradisce intrinsecamente se stessa, pessima riforma, se per accelerare ci dobbiamo ingessare non è di certo questo il modo di snellire la questione.”




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