ANNO 16 n° 273
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Rivive l'antica zecca
di Castro
Un percorso numismatico per riscoprire le monete del Ducato

di Lia Saraca

VITERBO - Un affascinante viaggio nel Ducato di Castro, sotto il profilo storico, archeologico, numismatico. E proprio come in un percorso, il lettore potrà conoscere la grandezza dell’antica città ripercorrendo anche le tappe della Zecca. E il conio delle bellissime monete prodotte nel breve periodo di attività dal 1538 al 1546, periodo in cui Papa Paolo III concesse alla città di Castro anche il privilegio di battere moneta. Per circa un decennio la Zecca lavorò a pieno ritmo coniando Scudi, Paoli, Grossi, Baiocchetti e Quattrini.

“Le Monete del Ducato di Castro”. Di questo si parlerà il 2 giugno 2012, ore 10.30, presso il Santuario SS. Crocifisso di Castro a Ischia di Castro, durante la presentazione della seconda edizione dell’omonimo libro edito dal Comune di Ischia di Castro e scritto dall’esperto Giovanni Contrucci.

''Dalle pagine del libro - illustra l'autore -  sarà possibile cogliere la grandezza di questa antica città che non era dovuta solamente alla sua storia o alla sua arte o all’urbanistica, ma anche alle stupende monete''.

I lavori, alla presenza delle autorità comunali e dell’autore, saranno condotti dal giornalista Antonio Mazza. Relatori lo storico professor Don Carlo Nanni, Rettore dell’Università pontificia salesiana e l’esperto di numismatica professor Edoardo Tarmati, Cavaliere sacro militare dell’Ordine costantiniano di San Giorgio.

Si prosegue nel pomeriggio, alle ore 15,30 con l’appuntamento sul piazzale “Duchi di Castro” per la visita archeologica all’antica città di Castro. Un’occasione per vedere e apprezzare i nuovi rinvenimenti acquisiti dagli scavi archeologici di questi ultimi anni. Sarà possibile, inoltre, verificare i lavori ancora in cantiere dello scavo di indagine nella Chiesa di San Francesco pertinente al convento sovrastante la chiesa di Santa Maria ''intus civitatem”.

Durante il prcorso sarà possibile ammirare i resti del Duomo di San Savino patrono della città nel dodicesimo secolo. Si proseguirà, poi, sulla strada del Vescovado per entrare dal lato est della piazza Maggiore a forma rettangolare, tutta pavimentata con cotto a spina di pesce.

Sui lati della piazza i palazzi del potere e del prestigio come la Zecca, l’Hosteria di Antonio Scaramuccia, del Podestà, di Sassuolo e di Giacomo Caronio.

Sosta davanti ai resti della Chiesa di San Pancrazio, undicesimo secolo. Proseguendo per la contrada del Capitone si arriva fino alla chiesa di Santa Maria intus civitatem del tredicesimo secolo. Lo scavo ha restituito tantissimi affreschi in parte conservati sul luogo e altri nel museo civico Pietro e Turiddo Lotti di Ischia di Castro. Infine si prosegue per il cantiere nella chiesa di San Francesco.

Alla guida l’archeologa Anna Laura, direttrice del Museo civico di Ischia, con interventi del professor Don Carlo Nanni e del professor Giovanni Contrucci, autore del libro.

Per informazioni rivolgersi alla biblioteca di Ischia di Castro tel. 0761 - 425455

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