ANNO 16 n° 273
L'area dell'Arcionello
Ritorna il cemento
a Pian di Cecciole
Con due anni di ritardo la Provincia
ha definito il piano d'assetto

di Roberto Pomi

Il parco dell’Arcionello torna all’attenzione cittadina. Oggi sarà presentato al consiglio provinciale, per la presa d’atto, il piano d’assetto con la nuova perimetrazione. Torna in ballo l’area di Pian di Cecciole, con una nuova cubatura (più alleggerita) rispetto a quella approvata dal consiglio comunale in epoca Gabbianelli.

Intanto il parco è rimasto lettera morta. La presa d’atto del consiglio provinciale rappresenta un passo importante verso lo sbloccarsi di questa situazione di stasi. Dopo la legge della Regione Lazio, nata sull’asse Nando Gigli-Giuseppe Parroncini, - che ha stabilito quello dell’Arcionello come parco regionale – la Provincia è stata investita del ruolo di ente gestore.

Da qui l’incarico di realizzare il piano d’assetto o di gestione. Il piano, dopo la presentazione, dovrà tornare in Regione per l’approvazione definitiva.

La storia dell’Arcionello e della cubatura costruibile risale ai tempi dell’amministrazione Gabbianelli al Comune di Viterbo. All’epoca il consiglio comunale approvò la lottizzazione proposta dai privati sull’area di Pian di Cecciole, che come contropartita si impegnavano a realizzare un parco comunale. Con la legge che istituiva il parco regionale la lottizzazione scomparve e si ripresenta ora con il nuovo piano d’assetto. Che dopo il passaggio in Regione dovrà tornare di nuovo a Palazzo dei Priori.




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