ANNO 16 n° 275
Rito abbreviato per Giovanni Piergentili
L'infermiere accusato di aver violentato alcune pazienti

Richiesto il rito abbreviato per Giovanni Piergentili, l’infermiere capo dell’ospedale Andosilla accusato lo scorso accusato di aver abusato di una paziente (38enne) ricoverata in day hospital per un esame endoscopico, quando era ancora sotto l’effetto dell’anestesia.

L’episodio risale all’8 febbraio e, pochi giorni dopo la violenza, la donna, insieme al marito, aveva sporto denuncia alla Questura di Viterbo. La indagini, coordinate dal capo della squadra Mobile Fabio Zampaglione, avevano fatto sì che altre cinque donne uscissero allo scoperto denunciando abusi da parte dell’infermiere di Civita Castellana. Le dinamiche coincidevano con quelle descritte dalla 38enne: le pazienti erano state, sottoposte ad accertamenti medici che prevedevano l’assunzione dell’anestesia, quando sarebbero state avvicinate dall’uomo, il quale si recava nella stanza con una scusa, e approfittando dello stato di incoscienza delle donne, le avrebbe violentate e palpeggiate.

La posizione di Piergentili si era aggravata quando, a seguito delle indagini, nel computer erano stati trovati dei file a sfondo pedopornografico e pornografico amatoriale. Per questo motivo altri due capi di imputazione gli erano stati notificati: peculato per avere utilizzato il computer dell’ospedale per propri scopi e detenzione di materiale pedopornografico.

Lo scorso 25 marzo il tribunale del Riesame aveva respinto l’istanza presentata del legale dell’infermiere capo dell’Andosilla, Roberto Zannotti confermando la custodia cautelare in carcere per pericolo di reiterazione del reato. Poco dopo era stata fissata l’udienza con il rito immediato per il 19 luglio, che ora si svolgerà con il rito abbreviato.




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