

VITERBO - Strumenti di epoca villanoviana ed etrusca, dalle nacchere alle conchiglie, fino ad altri rinvenuti all'interno dell'Ara della Regina a Tarquinia: verranno studiati, riprodotti, messi in mostra e suonati.
E poi ci saranno quelli degli altri sei paesi coinvolti: Gran Bretagna, Austria, Spagna, Germania, Cipro e Svezia. Intanto in provincia di Viterbo si lavora pure per la commercializzazione. L'Unione europea ha concesso un finanziamento di 2 milioni di euro per la realizzazione di questo progetto, denominato Emap (European music archeology project), di cui Tarquinia è comune capofila, che vede coinvolti anche l’Università degli studi della Tuscia per l'Italia, l'università di Huddersfield e Royal Conservatoire of Scotland di Glasgow per la Gran Bretagna, l'Osterreichische Akademie der Wissenschaften per l'Austria, l'Universidad de Valladolid per la Spagna, il Deutsches Archaologisches Institut di Berlino per la Germania, il Cyprus Institute per Cipro; il Music y Sid per la Svezia.
Il progetto, realizzato con la collaborazione di Bic Lazio, Mibac e Regione Lazio, poggia le basi su strumenti e musica antica, e ha durata quinquennale. Nei primi due anni ricercatori universitari, artigiani e studiosi si confronteranno scambiandosi informazioni utili alla riproduzione degli strumenti, che una volta realizzati, dal terzo anno, verranno esposti in una mostra itinerante nelle principali città dei paesi europei interessati. E poi ci saranno workshop, pubblicazioni in varie lingue, concerti, seminari e laboratori didattici.
Quali sono gli strumenti? 'Conchiglie, nacchere di epoca villanoviana, altri ritrovati all'interno dell'Ara della Regina: per la Tuscia saranno principalmente strumenti etruschi - dicono il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola e il presidente della commissione Cultura Angelo Centini - ma avremo anche antiche zampogne scozzesi e quelli dei paesi coinvolti. A conclusione del progetto cercheremo di esporli in maniera permanente. Non è escluso che vengano riprodotti anche per essere poi venduti: è un'idea su cui lavorare. Per noi il finanziamento europeo è il risultato di due anni di lavoro, iniziato con mostre, pubblicazioni e seminari finalizzati al progetto di cui Tarqunia é capofila'.
Il sì è arrivato dall’Eacea, l'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura, nell'ambito del programma cultura 2007-2013. Il progetto Emap è stato riconosciuto come il migliore tra gli 80 presentati, di cui solo 14 selezionati, avendo ottenuto 99 punti sui 100 attribuibili. 'I fondi - conclude il sindaco Mazzola - ci daranno la possibilità di promuovere l'immagine di Tarquinia in tutta Europa'