


CIVITA CASTELLANA - Continua il braccio di ferro tra sindacati e Confindustria ceramica sul rinnovo del contratto collettivo nazionale del lavoro. L'ultima assemblea, tenutasi a Bologna lunedi scorso, ha segnato una distanza siderale tra le richieste delle parti sociali e la proposta dell'ente con sede a Sassuolo.
“Rispetto all’ultima plenaria dello scorso 27 novembre – fanno sapere le segreterie nazionali -, durante la quale Confindustria Ceramica aveva avanzato una proposta economica di aumento dei minimi a regime di 133 euro su 42 mesi al livello D1, nell’ultima riunione avuta la proposta è passata a 145 euro”.
Un aumento, si, ma ben distante dalla proposta iniziale ferma a 260 euro.
Al tavolo della trattativa, in rappresentanza del distretto ceramico civitonico erano presenti i segretari generali di Filctem Cgil, Mauro Vaccarotti, della Femca Cisl, Fabrizio Mastrogiovanni, e della Uiltec Uil con Alessandra Aldini
'Al termine dell'incontro - hanno dichiarato i segretari all'unisono - le posizioni tra le parti sono risultate distanti dal punto di vista economico e normativo'.
'La proposta avanzata è stata totalmente insoddisfacente - ha replicato Vaccarotti - in quanto non tutela il potere d'acquisto delle retribuzioni dei lavoratori e per questo daremo battaglia per il giusto adeguamento'.
Il livello interessato è il D1, che rappresenta il livello intermedio di riferimento nei contratti collettivi nazionali. Per il distretto industriale civitonico, fa notare ancora il segretario della Filctem, è il D3, il che significa che l'aumento sarà di fatto inferiore. Un motivo in più per tenere il punto.
Ma tra i sindacati e Confindustria è scontro anche sul mancato assetto nel recupero dell'inflazione: 'Come Femca Cisl - sottolinea Mastrogiovanni - non intendiamo rinnovare nessun contratto dove il recupero dell'inflazione sia inferiore all'8 percento a fronte di un'inflazione reale a doppia cifra'.
I numeri non appaiono casuali. Sia la percentuale, che la cifra richiesta nella proposta di rinnovo, ossia i 260 euro, sono presi in riferimento anche all'Ipca, ossia l 'indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell'unione.
Per questo la proposta non passa: 'La trattativa rimane comunque aperta - conclude Aldini -, da parte nostra faremo il massimo sforzo per rinnovare un contratto dignitoso. L'ultimo porta la data del novembre 2020, è ora di passare dalle parole ai fatti'.
E passare dalle parole ai fatti significa trovare il punto d'incontro e mandare in porto l'accordo. I sindacati, nel frattempo, restano in attesa di ulteriori e definitive proposte in tempi congrui. E se ciò non dovesse avvenire, fanno sapere i sindacalisti:'E' stato condiviso di procedere all’organizzazione di una campagna assembleare nei luoghi di lavoro”.