

VITERBO - ''Come assessore alla Bellezza mi impegno al coinvolgimento di tutti i soggetti politici della Tuscia con la finalità di opporre alla invasione, vera e propria metastasi, dell’eolico e del fotovoltaico, un ricorso alla Corte Costituzionale, dopo le dichiarazioni alla Camera dei deputati del presidente Silvana Sciarra sul rispetto dell’aspetto visivo del paesaggio e sulla sua vocazione agraria''. Lo ha detto Vittorio Sgarbi dopo che ieri mattina prima aveva annunciato la volontà di dimettersi, poi, in seguito al chiarimento con la sindaca Frontini, di tornare sui suoi passi.
Come lui stesso ha spiegato, infatti, ''la posizione del sindaco di Viterbo e della sua amministrazione è politicamente coerente con le posizioni da me sempre sostenute in difesa del paesaggio, bene costituzionale'' e il parere positivo per un impianto da 18 pale eoliche tra il capoluogo e Bagnoregio, ''espresso dal Comune di Viterbo ,è l’atto di un funzionario che risponde a un quesito tecnico nel caos legislativo su questa materia, e che non è una posizione politica della giunta o del consiglio comunale''.
Del resto la posizione della sindaca non è stata mai in discussione. ''Nel comune di Viterbo - ha ricordato proprio ieri mattina Chiara Frontini - tra impianti autorizzati e in fase di autorizzazione ci sono impianti per 590 megawatt. Un impianto casalingo è in media 3 chilowatt. Quindi tutto quello che sta nascendo ora solo sul nostro comune, servirebbe ad alimentare circa a 200mila impianti domestici. Una follia.
Come è una follia - ha proseguito la sindaca - pensare che i Comuni attualmente non hanno difesa perchè sia i loro pareri che quelli della Sovrintendenza sono solo consultivi''. La sindaca quindi auspica che si possa arrivare a strumenti di tutela concreti del paesaggio.