ANNO 16 n° 275
Rigenerazione urbana, Palazzo dei Priori rischia di arrivare al fotofinish
Il 4 giugno scade il termine per la presentazione delle domande. Ma non si conoscono ancora i progetti definitivi

VITERBO - Bando nazionale per la rigenerazione urbana: si avvicina sempre più il termine ultimo per l’invio dei progetti da parte dei Comuni. La scadenza è fissata per le ore 23.59 del 4 giugno. Ma ovviamente è sempre meglio non ridursi all’ultimo minuto. Tante amministrazioni hanno già provveduto a trasmettere le proprie domande tramite la piattaforma di Gestione delle linee di finanziamento (Glf), altre si stanno accingendo a farlo nei prossimi giorni, ma da Palazzo dei Priori per il momento non arrivano ancora segnali.

L’argomento, come si ricorderà, era stato affrontato il 23 aprile nel corso di un Consiglio straordinario richiesto a gran voce dalla minoranza. In ballo per i Comuni capoluogo 20 milioni di euro per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, per la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale e per il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale. Come spiegato dall'assessore ai Lavori pubblici, per Viterbo la probabilità di accedere ai contributi è bassa già in partenza, perché la città dei papi rispetto ad altri capoluoghi ha un indice di disagio pià basso, ma ovviamente è doveroso tentare.

Dall’opposizione erano arrivate tre proposte: un grande piano contro il degrado nel centro storico elaborato da Pd, Movimento 5 stelle e Forza civica; una serie di interventi legati alla viabilità intorno alle mura, avanzata da Viterbo 2020; e, infine, un progetto per la rigenerazione delle scuole cittadine, richiesto dalla consigliera Ciambella del Pd, con tanto di raccolta firme. Il Consiglio alla fine aveva approvato tutte e tre le proposte, lasciando agli uffici il compito di verificare quali di esse rispecchiassero pienamente i criteri del bando. Mentre la maggioranza non ha ancora svelato le proprie carte. ''In questa occasione ci siamo limitati ad ascoltare le proposte dell’opposizione'', disse il capogruppo della Lega Micci. Ma della proposta esecutiva, come detto, non si sa ancora niente.

Intanto dal governo sono arrivati ulteriori chiarimenti sui criteri che saranno adottati per scegliere gli interventi da finanziare: ''Il progetto – si legge nelle Faq - deve riguardare un intervento che non può esaurirsi nella mera realizzazione di una pista ciclabile, nella ristrutturazione di un fabbricato o nel ripristino di tratti viari, ma deve riguardare opere, anche coordinate fra laro, la cui realizzazione abbia impatti evidenti sulla riduzione dei fenomeni di marginalizzazione e di degrado sociale e/o siano tese a migliorare la qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale. Trattasi quindi di opere che devono lasciare un segno sul territorio e che si presume abbiano un elevato costo di realizzazione, che tuttavia, a livello di singolo intervento potrebbe anche essere inferiore ai 750.000,00 euro''.




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