ANNO 16 n° 114
Riforma delle Province? “Un'opera per ora fantascentifica”
Romoli frena sul voto diretto, ma annuncia novità: assemblea Upi, strada riaperta e nodo eolico

VITERBO – Tra riforme che restano sullo sfondo e piccoli passi concreti, la Provincia prova a muoversi nel presente. A dirlo, senza troppi giri di parole, è il presidente Alessandro Romoli, intervenuto in apertura del consiglio provinciale.

Il tema più atteso – quello del ritorno al voto diretto per i cittadini – resta, almeno per ora, lontano. “Fantascienza”, lo definisce Romoli, lasciando intendere come una riforma strutturale dell’ente difficilmente vedrà la luce entro la fine della legislatura. Tradotto: per cambiare davvero il volto delle Province servirà ancora tempo.

Nel frattempo, però, qualcosa si muove. Il prossimo 13 maggio sarà un passaggio importante con l’assemblea nazionale di UPI, dove si eleggerà il nuovo presidente. Un appuntamento che diventa anche occasione per portare sul tavolo alcune richieste concrete: allineare le elezioni di consiglio e presidente e dotare le Province di una giunta vera e propria. Un riordino possibile già nell’immediato, senza attendere la grande riforma.

Accanto alla politica istituzionale, spazio anche a momenti simbolici. Il 2 giugno ricorreranno infatti gli 80 anni dal voto alle donne, una data che la Provincia intende celebrare con un consiglio dedicato, anche se cadrà di domenica.

Ma è sul piano più pratico che arrivano le novità più tangibili. Da domani riaprirà la strada di collegamento tra Latera e Farnese, chiusa da anni a causa delle criticità legate a un ponte. “Un problema che si trascinava da venti anni”, ha spiegato Romoli, sottolineando come si tratti di un intervento atteso da tempo dal territorio.

Infine, uno sguardo ai conti: riconosciuto un debito fuori bilancio da 3mila euro legato a una sentenza del Tar su un impianto eolico a Marta. Un passaggio tecnico, ma che racconta anche un contenzioso più ampio: inizialmente i giudici avevano dato torto a Regione e Provincia, salvo poi confermare il no al progetto dopo un nuovo ricorso.

Insomma, tra riforme che restano in sospeso e interventi concreti che arrivano, la Provincia si muove su un doppio binario: quello delle prospettive future e quello, più immediato, delle risposte al territorio.




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