ANNO 16 n° 275
Il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli
Rifiuti, scovati oltre
600 evasori totali
Il sindaco Angelelli: ''Costituito l'ufficio antievasione per dare la caccia ai furbi''

VITERBO – Oltre 600 utenze, tra famiglie e attività di vario genere hanno sistematicamente evaso la tassa sui rifiuti. E' quanto ha accertato il Comune di Civita Castallana dopo l'istituzione della raccolta differenziata porta a porta. E il numero è destinato a crescere ulteriormente nelle prossime settimane, quando il nuovo metodo di raccolta sarà a regime in tutto il territorio comunale e verranno eseguiti nuovi controlli. Una vera e propria emergenza che la giunta guidata dal sindaco Gianluca Angelelli ha deciso di affrontare istituendo un apposito ufficio anti-evasione, collegato con il servizio tributi.

''L'ufficio avrà il compito specifico – spiega il sindaco Angelelli - di passare al setaccio tutti gli utenti del servizio di nettezza urbana, incrociando i dati anagrafici, le utenze dell’acqua e del metano nonché dei risultati dei controlli già avviati sugli affitti degli immobili non registrati. Si potrà occupare – aggiunge – anche dell'evasione degli altri tributi comunali. L'ufficio anti-evasione – dice ancora Angelelli – potrà avvalersi della collaborazione dei capi area della polizia municipale e di altre informazioni fornite dalla Sate, la società incaricata del servizio di nettezza urbata. Il nostro obiettivo – conclude – è stanare gli evasori totali''.

Seicento utenze che non pagano la tassa sui rifiuti a Civita Castellana, 16.560 abitanti e 5.566 nuclei familiari, sono un'enormità: il tasso di evasione supera infatti il 10%. Se, oltre alle famiglie, si tenesse conto anche delle aziende, le attività commerciali, gli uffici privati eccetera, l'evasione si attesterebbe 6-7%.

Eppure, la raccolta differenziata ha avuto un grande successo: dal 2009 a oggi è infatti passata dal 4 all'85%, con punte ancora più alte in alcune zone.

E' però probabile che l'evasione sia collegata anche alla difficile situazione sociale causata dalla pesante crisi del distretto ceramico, che ha fatto esplodere la disoccupazione, soprattutto femminile, e ha fatto finire in cassa integrazione o in mobilità migliaia di operai.

 




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