ANNO 16 n° 267
Foto precedente
Ridimensionamento scolastico del Carmine e di Grotte, Romoli: ''Decisione vessatoria''
Ieri il consiglio straordinario. La sindaca Frontini: ''Il ricorso al Tar strada obbligata per difendere i diritti di studenti e famiglie''

VITERBO - Convocato in seduta straordinaria a Palazzo dei Priori il consiglio comunale per discutere la questione del dimensionamento scolastico che riguarda l’istituto Carmine di Viterbo e le scuole elementari di Grotte di Castro; Romoli: “Decisione vessatoria, dobbiamo difendere il nostro territorio

Si è tenuto ieri a Palazzo dei Priori la seduta straordinaria di consiglio indetta per discutere la questione del dimensionamento scolastico che riguarda l’istituto Carmine di Viterbo e le scuole elementari di Grotte di Castro. Presenti il presidente della Provincia Alessandro Romoli, la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, il vicepresidente del Consiglio regionale Enrico Panunzi, i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, la presidente provinciale dell'Associazione Nazionale Presidi Maria Antonietta Bentivegna, la dirigente scolastica del Carmine Anna Grazia Pieragostini e il presidente del consiglio d'istituto Daniele Macrì.

Questa è una decisione vessatoria non più ammissibile”, ha dichiarato il presidente della Provincia Alessandro Romoli. “Abbiamo chiesto proporzionalità: a Roma vengono dimensionati sei istituti, qui nella provincia di Viterbo due. Il paragone non regge per dimensioni e distanze. Non possiamo fare gli avvocati difensori di altri enti, ma dobbiamo proteggere un territorio che già affronta enormi sacrifici”.

La sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, ha assicurato il massimo impegno del Comune “Stiamo lottando con le unghie e con i denti. La decisione regionale confuta le stesse linee guida che aveva proposto. Ci sono una serie di irrazionalità che faremo notare in ogni sede. Il ricorso al Tar non è solo una speranza, ma una strada obbligata per difendere i diritti di studenti e famiglie”.

Il vicepresidente del Consiglio regionale Enrico Panunzi ha preso ad esempio la logica del risparmio percorsa dalla Regione in questo caso, spiegando che non possa essere applicata a discapito della scuola “In nome dell’efficienza ed economicità vengono ridotti diritti costituzionali. Quale sarebbe il risparmio nel perdere un addetto alla segreteria? In una città come Roma uno spostamento di pochi metri non ha impatto, ma a Grotte di Castro significa allontanarsi di molti chilometri”.

Dal mondo sindacale, Paola Grilli della Cgil ha dichiarato “Il dimensionamento scolastico, così come concepito, è un fallimento. La denatalità dovrebbe essere un'opportunità per migliorare l'istruzione e non per creare classi sovraffollate. Dobbiamo combattere una logica meramente economica”. Simile il pensiero di Anna Mecozzi della Cisl “Il dimensionamento incide irrimediabilmente su un territorio come il nostro. Si crea un danno non solo per l’utenza ma anche per il personale scolastico”. Michele Mancini della Uil ha aggiunto “Il Carmine rappresenta un presidio sociale fondamentale; il ridimensionamento avrà conseguenze negative per famiglie e lavoratori”.

Anna Grazia Pieragostini, dirigente dell’istituto Carmine, ha ringraziato per il sostegno e le parole ricevuto in questo periodo “Ho sentito solo voci d’apprezzamento. Questa scuola è nata nel 1962 in un quartiere che aveva estremo bisogno di un presidio educativo e sociale. È fondamentale difendere la sua identità”.

Daniele Macrì, presidente del consiglio d’istituto, ha evidenziato la confusione generata tra i genitori “Ci erano state fornite linee d’indirizzo che scongiuravano l'accorpamento. Ora si rischia di perdere il cuore della scuola: il collegio docenti. Questo significherebbe smarrire l’identità educativa del Carmine”.

Assenti durante il consiglio i rappresentati comunali di Fratelli d’Italia e Lega.




Facebook Twitter Rss