ANNO 16 n° 271
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Riapertura della ferrovia dei due mari
Dibattito per la riapertura della linea Civitavecchia-Capranica-Orte

RONCIGLIONE - Da anni, nel territorio della Tuscia, prosegue il dibattito sulla riapertura della linea ferroviaria Civitavecchia-Capranica-Orte, che è stata dismessa ormai da molti anni. Nella giornata del 27 giugno si è svolto, presso il comune di Ronciglione, un convegno che ha riunito i maggiori esponenti ed esperti del settore, organizzato dal comitato formato il Collegio ingegneri ferroviari italiani, Osservatorio regionale sui trasporti, il sindaco di Ronciglione e il Comitato per la riapertura della ferrovia dei due mari.

Il sindaco di Ronciglione Mario Mengoni accoglie gli invitati al convegno sottolineando l’importanza di questa giornata e di questo percorso che oramai va avanti da molti anni per arrivare ad un obiettivo molto importante, quello che interessa alla nostra comunità e al nostro territorio. La riapertura della linea ferroviaria Civitavecchia-Orte è un processo di conoscenza e di approfondimento di queste tematiche importanti soprattutto per lo sviluppo del nostro territorio.

La presenza delle varie istituzioni presenti all’evento dimostra l’importanza che la comunità ha per questo evento, come per esempio l’intervento del consigliere regionale del Lazio Enrico Panunzi: “L’importanza di questa ferrovia la conosciamo tutti se non altro per un collegamento in orizzontale, dal porto di Civitavecchia a Olbia, passando per la terra, che prevede vari snodi ferroviari. Come ben sapete a un certo punto questa ferrovia, appunto sospesa, è stata individuata come ferrovia turistica. La programmazione di questo finanziamento per la riapertura della linea è stata fatto con i fondi FSC, e abbiamo provveduto a depositare al governo una proposta che va ovviamente prima visionata e poi accettata. Noi abbiamo programmato circa 18 miliardi, progettando la programmazione europea del settennato che stiamo vivendo, arrivando in questi anni, per la prima volta, ad una proposta ufficiale e formale. Io ho sempre creduto in questa opera e credo che questo territorio meriti una risposta rapida e concreta”.

Ad intervenire per dimostrare il loro completo sostegno come figure politiche sono stati anche il vicesindaco di Barbarano Romano, Giovanni Congedi, e il consigliere delegato del comune di Gallese dichiarando come questa linea sarà indispensabile per un possibile futuro sviluppo economico, sociale e turistico e di come i comuni saranno parte attiva del progetto.

Raimondo Chiricozzi, presidente del CCFO, ha continuato: “Sono 29 anni che noi ci battiamo perché questa ferrovia venga riaperta, cercando di sensibilizzare i cittadini e la politica. Tutti hanno dato la disponibilità perché la ferrovia venga riaperta, ma manca solamente che questa politica si impegni veramente a governare il territorio, perché se il territorio lo governa l’economia non è un territorio che viene governato, me è la politica stessa che deve governare il territorio, altrimenti ci stanno solamente prendendo in giro. Vogliamo però sapere perché c'è questa assenza? Perché la politica non risponde alle esigenze del territorio? Tutti noi conosciamo il valore della ferrovia e di tutti i benefici che il territorio avrebbe se fosse riaperta, di conseguenza bisogna accelerare il processo di riapertura della linea per permettere uno sviluppo maggiore dell’intera Tuscia”.

A continuare il convegno è stato Giovanni Saviano, capo segreteria dell’assessorato mobilità, trasporti, tutela del territorio, ciclo dei rifiuti, demanio e patrimonio: “Porto i saluti dell’assessore Ghera, che da qualche mese ricopre questo ruolo importante della regione Lazio. Siamo venuti qui per iniziare a fare quello che in questi anni non è stato fatto, una sana programmazione. Credo che sia utile per tutti noi una cosa, non sprecare il nostro tempo, le nostre fatiche, ma soprattutto dirci le verità e affrontare questo obiettivo per poter creare percorsi che possono essere diversificati in base all’esigenza turistica, ambientale ed enogastronomica. L’idea è anche quella di andare a ricercare il dove a livello governativo, a livello di fondi europei certi, disponibilità economica, per far sì che possa iniziare realmente a introdursi in questa opera che noi riteniamo fondamentale. Quindi noi ci siamo e ci teniamo a dirlo qui, in questa sede’.

La conferenza è continuata con l’intervento dell’ingegnere Valerio Giovine, segretario generale CIFI, che ha illustrato il suo lavoro e tutta la storia della stazione ripercorrendo tutti i passaggi dalla creazione, fino alla sospensione del servizio, andando a specificare come i locali della stazione siano successivamente stati utilizzati per altri fini, soprattutto di tipo turistico, come, ad esempio, il cinema.

Successivamente, in collegamento dal Brasile, è intervenuto il professor Mario Cerasoli, dell’università di Roma Tre, che ha lavorato, con i suoi assistenti al progetto di riattivazione della ferrovia Civitavecchia-Orte, che analizza tutto il territorio attraversato dalla linea, prendendo in considerazione la possibile offerta di servizio ferroviario, ovviamente per passeggeri, dando per scontato la riattivazione del servizio ordinario per il trasporto merci. Oltre a lui, è intervenuto in collegamento, il presidente della fondazione Cesare Pozzo, Stefano Maggi, dall’università di Siena, che parla delle ferrovie che sono state dismesse auspicando un cambio culturale nelle persone permettendo una riapertura dei flussi di persone a livello nazionale, anche delle ferrovie più piccole.

Anche il segretario generale dell’Unione Interporti riuniti, Marcello Mariani, ha voluto proseguire: 'Primo di tutto vorrei ringraziare il Collegio degli Ingegneri Ferroviari per l’invito a partecipare al convegno. Io sono il Segretario generale dell'Unione interporti, siamo 26 società interportuali che hanno una missione, quella di spostare le merci dalla gomma e portarle sul Ferro per poterle stoccarle, conservatele, rimandarle, ricevere premi, fare treni, mandare treni, destinazione. I nostri interporti sono una perla del sistema logistico italiano, abbiamo punte di eccellenza chiaramente nel nord-est e i nostri interporti se la battono con tutti gli interporti europei. Raimondo Chiricozzi mi ha voluto assegnare un tema; funzioni della ferrovia Orte-Civitavecchia. Io vi parlo di una delle funzioni riconosciute, ormai sono passati 20 anni dalla commissione europea, cioè un atto dell’Unione europea in cui si espone la volontà di finanziare la progettazione e la fattibilità. La finanziarono con oltre due milioni di euro perché questa ferrovia ha una funzione di collegare al mare il corridoio scandinavo mediterraneo della rete TEN-T, presso il nodo interportuale di Orte fino a Civitavecchia. Questa è una programmazione del va oltre i nostri piccoli comuni, ma ci porta dentro il tempo che viviamo, ci porta dentro l'Europa. Un piccolo tassello per l’innovazione del paese.”

Durante la conferenza sono intervenuti molti ingeneri che hanno parlato della parte più tecnica del progetto, andando a descrivere dettagliatamente il processo di riapertura della ferrovia dismessa; gli ingegneri Vincenzo Conforti ed Eleonora Mappei della società Italferr, che si è occupata del progetto di questa linea, sono intervenuti parlando della struttura della linea: “L’ultima volta che abbiamo messo la penna su questo progetto risale al 2012-2013 – dichiara Conforti – quando abbiamo sviluppato il progetto definitivo che non ha avuto successivo sviluppo, parliamo di dieci anni fa. In questi dieci anni in cui la tecnologia ma soprattutto le norme sono cambiate. Il progetto del passato avrebbe ovviamente bisogno di una revisione”.

“Il progetto del 2012 prevedeva il traffico sia di passeggeri che merci – prosegue l’ingegnere Mappei –L’obiettivo principale era duplice, minimizzare e ottimizzare il più possibile i costi e allo stesso tempo cercare di avere un impatto minore possibile sul territorio. Ora si vorrebbe mantenere il progetto planimetrico del passato, ripristinando tutte le fermate di tutti gli impianti di stazione interferenti sul tracciato, la soppressione dei 30 i passaggi a livello interferenti. La linea è suddivisa su due tronchi, ha uno sviluppo di 86 km; il primo è da Civita Castellana a Sutri/Capranica la seconda da Ronciglione a Orte. Una cifra identificativa potrebbe essere quella di 1 milione 360 mila euro”.

Successivamente, per concludere sono intervenuti: la dottoressa Giovanna Volpe che ha esplicato il lavoro di ascolto effettuato per racchiudere tutte le criticità infrastrutturali che sono state sintetizzate nel cosiddetto “Libro bianco delle priorità infrastrutturali”, il Dottor Vincenzo Peparello, presidente della Confesercenti e della BNO Expo Tuscia, che interloquisce sui vantaggi che questo progetto porterebbe a livello turistico.




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