ANNO 16 n° 273
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Restauro ''Domus delle Pitture'' di Bolsena procede a passo spedito
Bilancio positivo a un mese dall’inizio dei lavori di recupero

VITERBO - A un mese dall’inizio del restauro degli affreschi di epoca romana della Domus delle Pitture, rinvenute nell’antica città di Volsinii, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha deciso di inserire l’evento tra gli appuntamenti della XIV settimana nazionale della Cultura.

Il cantiere-scuola realizzato nell’area archeologica di Poggio Moscini, a Bolsena, rimarrà quindi aperto al pubblico nei giorni di sabato 14 e domenica 15 aprile e poi nei giorni di sabato e domenica, 21 e 22 aprile e sarà possibile osservare, mentre lavorano, i venti studenti che, sotto la direzione di Emanuele Ioppolo (titolare della cattedra di Restauro di Affreschi e Dipinti Murali), presso l’Accademia di Belle Arti Lorenzo da Viterbo, stanno recuperando le pitture rinvenute nella villa dell’antica città etrusca.

Affreschi che saranno consolidati e il cui tessuto figurativo sarà presto restituito all’antico splendore.

A supporto delle azioni conservative in atto, una serie di indagini diagnostiche stanno infatti assicurando la conoscenza approfondita dei materiali costitutivi, delle tecniche esecutive e dello stato attuale di conservazione dei manufatti stessi.

All’interno dello spazio aperto al pubblico, gli studenti dell’Accademia di Viterbo saranno, nei giorni di apertura al pubblico, a disposizione di chi vorrà approfondire le proprie conoscenze sulle pitture stesse ed avere chiarimenti su quello che, tra gli esperti del settore, è conosciuto con il nome di restauro conservativo.

Le attività didattiche hanno per oggetto il recupero di alcuni intonaci dipinti di rilevante interesse archeologico, realizzati nel III secolo d. C. e rinvenuti negli anni Sessanta durante la campagna di scavi condotta dall’Ecole Française de Rome in una Domus, detta “delle pitture”, ubicata nel sito archeologico di Poggio Moscini.

Il delicato intervento di restauro si è reso necessario poiché i dipinti, restaurati circa vent’anni fa, rsono risultati ormai affetti da gravi patologie di degrado, tali da compromettere la loro stessa esistenza. Come è stato accertato i difetti di coesione tra il supporto murario e l’intonaco dipinto stavano mettendo a rischio la stessa stabilità strutturale di quest’ultimo, con la possibilità, non remota, di possibili, imminenti cedimenti. La presenza di piante infestanti e di patine biologiche, oltre a deturpare la leggibilità delle pitture, hanno inciso poi sul loro stato di conservazione rendendolo così instabile.

Infine, i materiali usati nei precedenti interventi di restauro sono risultati alquanto alterati: il film protettivo applicato in superficie era “ingiallito”; la cromia dei pigmenti usati per le integrazioni aveva subito ingenti variazioni; alcune stuccature avevano perso stabilità strutturale. Ma ben presto tutto questo sarà un lontano ricordo.

 




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