ANNO 16 n° 275
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Petrit Cosmin Ofrea
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Restano gravissime le condizioni di Zappa
Negativo l'esito dei sopralluoghi dei militari
mirati al rinvenimento di arma e portafoglio

di Eva Kant

VITERBO – Restano gravissime le condizioni di Ausonio Zappa, il fondatore della Nuova Accademia di Belle Arti di Viterbo e Milano rapinato e picchiato a sangue nella notte tra il 27 ed il 28 marzo nella sua villa alla periferia di Bagnaia.

Ricoverato all’ospedale Belcolle poco dopo l’agguato, l’82enne era stato dichiarato in coma irreversibile dai medici viterbesi a causa dell’emorragia e dell’edema cerebrale riportati.

Zappa, infatti, oltre ad essere stato preso a calci e pugni, sarebbe stato colpito più e più volte sulla testa con un spranga di ferro.

A quasi una settimana dal terribile fatto, le condizioni del povero Zappa rimangono “gravissime e non accennano a migliorare”.

I quattro romeni fermati dagli uomini del Comando provinciale dei carabinieri una manciata di ore dopo l’aggressione, intanto, restano in carcere. Il gip Francesco Rigato, infatti, sabato 31 marzo aveva convalidato gli arresti, ritenendoli “parimenti responsabili”, sebbene non tutti abbiano partecipato materialmente alla brutale aggressione. Come confessato da loro stessi in sede di interrogatorio di garanzia, gli autori del pestaggio sono Petrit Cosmin Ofrea e Adrian Nicusor Salicir; mentre Daniel Ionel Ofrea ed Alexander Petrica Trifan (figlio della badante che anni fa accudiva la suocera di Zappa) hanno avuto il ruolo di “pali”.

I quattro sono accusati di rapina aggravata, sequestro di persona e tentato omicidio.

Sul fronte investigativo, invece, per il momento non sono emerse novità rilevanti. A parte il fatto che gli inquirenti, come anticipato nei giorni scorsi, sono già riusciti ad avere conferma del fatto che i rapinatori sono autori di altri furti: ai danni della scuola Canevari e di un altro istituto di Orte.

Le indagini, comunque, vanno avanti spedite: nelle campagne circostanti villa Zappa (si trova in Strada Romana) i sopralluoghi dei carabinieri dei Reparto operativo sono finalizzati al rinvenimento del portafoglio di Zappa, del cacciavite usato dai banditi per fare irruzione, e dell’arma; negli uffici di via de Lellis, invece, sotto la lente di ingrandimenti c’è il materiale (supporti informatici ed elettronici principalmente) sequestrato durante la perquisizione nel domicilio dei romeni, in via della Palazzina.

Gli inquirenti sono convinti che si tratta di refurtiva oggetti di altri colpi messi a segno dalla banda.

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