

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo: ''No privati nella gestione dell'acqua Viterbese. Respingiamo la privatizzazione dell'acqua con lo stesso orgoglio e determinazione con cui sventolavamo le bandiere dell'acqua pubblica.
Una certa partitocrazia chiede l'ingresso dei privati nella gestione delle acque del Viterbese per trasformare la Talete definitivamente e irrevocabilmente in luogo di mercificazione del bene comune.
Per questo i consigli comunali del Viterbese dovranno modificare lo statuto e i consiglieri saranno chiamati nei prossimi giorni a votare la inopportuna proposta.
Alzare la mano per approvare l'ingresso dei privati significa tradire quella straordinaria stagione referendaria che affermò acqua bene comune e fuori dal mercato.
Quelle stesse mani che orgogliosamente sventolavano le bandiere dei SI per l'acqua pubblica oggi vengono chiamate per tradire gli italiani che votarono compatti e convinti.
La Talete dovrebbe invece scomparire nella sua forma di soggetti di diritto privato lasciando il posto a una gestione pubblica dove la fiscalità generale possa abbattere gli enormi costi aggiuntivi derivanti dalla dearsenificazione.
Quando la Regione Lazio fu chiamata a suddividere il territorio in bacini idrici per la gestione ottimale del ciclo delle acque, in ottemperanza alla legge Galli, in maniera incongrua, approssimativa e superficiale individuò il territorio di Viterbo quale unica unità gestionale determinando di fatto le condizioni per la sua straordinaria debolezza.
In questo scellerato bacino Viterbese sono concentrate quasi la totalità delle fonti laziali con arsenico e la sola bonifica costa oltre 15 milioni di euro l'anno tutti caricati sulla tariffa e conseguentemente nelle tasche dei cittadini in virtù della forma di gestione privatistica.
L'acqua come la salute e come l'istruzione è un diritto inalienabile e come per la salute e l'istruzione si concorre solidaristicamente per renderla a tutti accessibile.
Basta Talete e avviamo una nuova forma di gestione di diritto pubblico su base idrografica affinché i costi aggiuntivi gestionali possano essere coperti dalla fiscalità generale.
Alziamo la mano nei consigli comunali per chiedere la ripubblicizzazione della Talete eliminando sperperi e introducendo Democrazia.
Alziamo la mano per respingere quella certa partitocrazia che vuole mercificare l'acqua e facciamoci interpreti della volontà popolare espressa da milioni di cittadini con il referendum.
Bengasi Battisti Coordinamento Nazionale Enti Locali per l'Acqua Pubblica