ANNO 16 n° 272
Foto precedente
Renzi fa tremare
la nomenklatura Pd
Bagno di folla e tifo da stadio per il sindaco di Firenze alle Terme Salus

VITERBO – ''Non replico a Sposetti. Ho smesso da tempo di farlo. E non replico nemmeno a Fioroni.  Dico solo che se vinciamo noi,  visto che hanno fatto entrambi più di tre legislature in parlamento, saranno rottamati''. All’uscita dalla sala, dove ha parlato a una folla che pochi altri politici possono vantare, Matteo Renzi liquida così la stoccata che gli aveva in mattinata il deputato Pd Ugo Sposetti. ''Ho dovuto vedermela per trent'anni con uno scout, l'ex ministro Fioroni; poi ho dovuto sopportarne un altro, Lusi, che mi venne imposto dalla Margherita. Un terzo scout non lo reggerei proprio. Quindi non voterò Renzi alle primarie''.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, il sindaco di Firenze ha svelato anche il ''mistero'' del possibile incontro con l’ex presidente Usa Bill Clinton, che ieri si trovava nel capoluogo Toscano. ''Doveva essere un incontro per ricevere alcuni consigli come quello che avevo avuto con Tony Blair alcuni mesi fa – ha spiegato Renzi - , ma dovevamo evitare che diventasse una sorta di endorsement per le primarie, per cui quando è uscito sui giornali con grande visibilità, giustamente non ha avuto più senso farlo. E non aveva nemmeno senso fare una foto opportunity''.  

In precedenza, nel salone stracolmo, Renzi aveva snocciolato tutto il suo repertorio, partendo dallo scandalo dei fondi del gruppo Pdl alla Pisana: ''La vicenda Lazio fa schifo, così come fanno schifo i vitalizzi ai consiglieri regionali, dei quali chiediamo l’abolizione da due anni''. Po ha ribadito il suo no a un ipotetico governo Monti bis: ''Non può valere la regola che se vince il centrosinistra c'é Monti, se vince il centrodestra c'é Monti, se si pareggia c'é Monti. Il Paese deve essere governato da chi vince''.

Nel suo discorso, interrotto dagli applausi, intervallato da alcuni filmati, Renzi ha elencato i punti salienti del suo programma: meno grandi e costosissime infrastrutture e più asili nido; destinare tutti i soldi recuperati dalla lotta all’evasione fiscale alla riduzione delle tasse; razionalizzare e destinare a pochi progetti seri i fondi europei; trovare nel bilancio dello stato 20 miliardi di euro per mettere 100 euro in più al mese nelle buste paga di chi guadagna meno di 2mila euro netti al fine di rilanciare i consumi;  investire sui giovani, sulla cultura, sulla bellezza del territorio e sull’ambiente e via dicendo.

Ma la parte più applaudita del discorso di Renzi è stata quella relativa al rinnovamento della politica in generale e del Pd in particolare. ''Non possono essere gli stessi che, sebbene con diverse responsabilità, hanno portato l’Italia al punto in cui è a dirci come e cosa fare. Non Possono essere gli stessi che per due volte, con le loro manovre, hanno fatto cadere Prodi, riportando al governo Berlusconi , a condurre le danze. La politica come la intendiamo noi, cioè una cosa bella, non può essere scandita dalle dichiarazioni di Casini e D’Alema, di Alfano o Montezzemolo.  Non possiamo continuare a parlare di legge elettorale con doppio turno alla francese, alla spagnola o alla tedesca. Noi vogliamo riportare al centro del dibattito le cose che la gente vive ogni giorno sulle propria pelle''.

Infine, con troppa concessione allo show, ha mostrato il discorso del presidente Barak Obama dedicato a Cristina, la bambina nata l’11 settembre 2001, il giorno dell’attentato alle torri gemelle, uccisa l’anno scorso in un attentato. ''Vogliamo costruire il mondo che sognava Cristina – ha concluso -, vogliamo far diventare l’Italia il paese che desiderano i nostri bambini''.

Poi abbracci, strette di mano, autografi, fotografie e promesse di costituzione di comitati elettorali a sostegno della sua candidatura. Un entusiasmo che il Pd viterbese, immerso come è nei suoi riti barocchi, non si aspettava. E che lo ha colto impreparato, come quasi sempre, del resto. 

Facebook Twitter Rss