ANNO 16 n° 273
''Registro tumori fermo al 2022''
La denuncia di Cisas e Ansap che chiedono chiarimenti all'Asl

VITERBO - ''Il registro dei tumori è fermo al 2020''. Lo dice Filippo Mario Perazzoni, segretario generale Cisas e segretrario provinciale Ansap in una lettera inviata al direttore del dipartimento prevenzione dell'Asl di Viterbo, Augusto Quercia, e per conoscenza al commissario dell'Asl, Egisto Bianconi e al consigliere regionale Daniele Sabatini.

''Leggiamo con preoccupazione sui giornali, che è quella di Viterbo la provincia del Centro Italia più colpita dai tumori - scrive Perazzoni - Così è secondo dati riferiti al decennio 2009-2018 quando si è registrato proprio nella Tuscia il tasso più alto di mortalità per cancro. A Civita Castellana, epicentro del distretto industriale, negli ultimi tempi “colpita da molti lutti” si è registrato un numero a dir poco allarmante di morti per tumore, anche in giovane età. Non c’è praticamente famiglia civitonica ormai che non abbia avuto negli ultimi anni morti o malati di cancro''.

Considerato il potenziamento del centro antifumo, Perazzoni chiede ''perché il registro tumori non è stato aggiornato dopo il 2020?''

Al direttore del dipartimento prevenzione chiede inoltre ''quando vorrà attivarsi, insieme al direttore Cure Primarie, per affrontare quella che risulta essere un’emergenza che ne aggraverebbe un’altra, ci riferiamo ovviamente alle liste di attesa bibliche che per rispondere a questa situazione si allungherebbero ulteriormente?

Perché - prosegue - ha impegnato importanti risorse economiche e di personale medico per occuparsi di prevenzione del rischio fumo - peraltro di competenza del Servizio Dipendenze – a danno della prevenzione della sicurezza e salute sul lavoro? Risulta vero che i volumi di attività e i risultati non giustificano l’investimento aziendale nella prevenzione del fumo? Come si giustificano i 55.000 euro spesi per acquistare 3 spirometri nuovi, quante spirometrie venivano fatte prima e quante pensa sia il fabbisogno reale annuo?.

I sindacati sollecitano anche una riflessione sulla delibera relativa al ''conferimento incarico professionale di consulenza studio e di ricerca, ispettiva, di verifica e di controllo promozione della salute negli ambienti di lavoro'' che dispone aumenti di circa 5-6000 annui ai diversi medici cooptati e sul premio concesso al responsabile del centro antifumo ''che - dice Perazzoni - con i 40 punti assegnati (molti di più di un chirurgo o altro professionista sicuramente più impegnato e carico di responsabilità vere) che ottiene un incremento tabellare di circa 15.000/16000 annui''.




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