ANNO 16 n° 275
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Registro dei tumori,
uno strumento
in pił
per il territorio

VITERBO - (d.s.) ''Uno strumento utile e un modo di comunicare il lavoro che la nostra azienda offre ai malati''. Così Daniela Donetti, direttore generale della Asl di Viterbo, ha introdotto ieri il Registro dei tumori della provincia di Viterbo. Presentato ieri pomeriggio a Palazzo Gentili, il registro fa riferimento ai casi di tumore rilevati dal 2006 al 2010. ''Siamo molto soddisfatti di presentare questo registro che rappresenterà un utile strumento di lavoro per gli operatori - continua la dg Donetti -, ma anche una raccolta di dati necessari per la prevenzione dei tumori, inoltre questo è anche un modo di comunicare ai cittadini come lavora la nostra azienda per la salute della popolazione''. Si tratta di una prima stesura, alla quale seguiranno altre e che rappresenta i dati di partenza del fenomeno tumori sul territorio viterbese.

Stando ai dati, il tumore più diffuso tra la popolazione di genere maschile a Viterbo e provincia è quello alla prostata, seguito da quello al polmone e da quello al colon e stomaco, mentre per le donne il più diffuso è quello alla mammella, seguito da quello al polmone e poi da quelli al colon e allo stomaco. Dati che non si discostano dal l'incidenza nazionale, ma, come spiega la dottoressa Angelita Brustolin, responsabile Registro tumori della provincia di Viterbo Uoc PreSal Asl di Viterbo, ''i dati che abbiamo ci danno delle indicazioni utili, ma è ancora troppo presto per poter delineare delle tendenze o andamenti delle varie patologie, perché ci vogliono diversi anni prima di poter essere sicuri dei dati stimati''.

Dunque ci vorrà ancora qualche anno affinché il Registro dei tumori possa essere utilizzato a pieno regime, ma questa prima stesura sta già fornendo risposte interessanti. ''Possiamo dire che grazie alla qualità dei dati raccolti - spiega la Brustolin -, oggi un uomo su tre della provincia di Viterbo può essere soggetto alla diagnosi di un tumore, si tratta del 35% della popolazione maschile, mentre per le donne è una su quattro, cioè il 26% della popolazione. Inoltre sulla base dei dati trattati possiamo supporre che nel Viterbese ci sia un'incidenza maggiore rispetto al dato nazionale dei tumori al polmone e alla tiroide, mentre per le donne c'è quello al colon retto. Di contro nelle donne c'è un'incidenza minore rispetto al dato nazionale per il tumore al fegato. Sono dati che potranno essere confermati solo quando ci sarà un buon numero di anni registrati''.

Importanti anche l'intervento di Lucia Mangone, che ha parlato dei dati nazionali dell'Airtum, l'Associazione italiana registri tumori, e di come sia indispensabile poter avere dei dati locali precisi e puntuali in grado da poter essere confrontati con i dati nazionali.

Il Registro rappresenta un'analisi certosina per poter essere sicuri del dato, eseguita alla perfezione dal gruppo di lavoro viterbese composto da Simonetta Beggiato, Silvia Aniceti, Lorenzina Fiocchetti, Anna Nami e Giulietta Schirra, che hanno evidenziato la difficoltà nel reperire le cartelle cliniche dei pazienti in alcuni ospedali e Aziende per via della mancanza di un apparato legislativo adeguato e della riluttanza da parte dei dirigenti a concedere dati personali protetti dalla privacy. Ivan Rashid si è soffermato sull'impatto dei dati sul territorio, mentre Paola Michelozzi ha spiegato l'importanza del registro regionale del Lazio.

All'incontro, moderato da Marina Davoli e Augusto Quercia, hanno partecipato numerosi operatori, ma anche semplici cittadini ed ex pazienti ormai guariti.

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