ANNO 16 n° 281
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Reginald Pole a Capranica, il cardinale inglese che nella Tuscia rifletteva sulla Riforma
Nel 1541 il futuro arcivescovo di Canterbury scelse il borgo della Tuscia come luogo di ritiro e studio

 

CAPRANICA – Una pagina poco conosciuta della storia religiosa europea del Cinquecento passa anche dalla Tuscia. È quella legata alla figura del cardinale inglese Reginald Pole (1500-1558), tra i protagonisti delle grandi controversie religiose dell'epoca della Riforma protestante, che nel maggio del 1541 scelse Capranica come luogo di ritiro e di studio.

La presenza del cardinale nel paese della Tuscia, a partire dal 12 maggio 1541, si inserisce in una fase particolarmente delicata della storia della Chiesa. Pole era già stato coinvolto nelle vicende che avevano accompagnato la rottura tra Enrico VIII e Roma e si era distinto nel dibattito sulla riforma della Chiesa e sulla possibilità di ricomporre la frattura tra cattolici e protestanti. Nel 1536 aveva scritto il De unitate Ecclesiae, testo nel quale difendeva l'unità della Chiesa di Roma, e nello stesso anno era stato nominato cardinale.

Proprio nelle settimane del suo soggiorno a Capranica, a Ratisbona, il cardinale Gasparo Contarini era impegnato in un complesso tentativo di raggiungere un'intesa tra cattolici e protestanti. Al centro delle discussioni vi era la questione della giustificazione, uno dei nodi teologici fondamentali della Riforma, relativo al rapporto tra grazia, fede e opere nella riconciliazione dell'uomo con Dio.

Pole seguiva da vicino l'evoluzione di quei negoziati, ma scelse di allontanarsi temporaneamente dal confronto diretto per dedicarsi allo studio e alla riflessione. Capranica divenne così, per alcune settimane, il luogo appartato nel quale il cardinale inglese affrontò temi destinati a segnare profondamente la storia religiosa europea.

La vicenda di Pole non si fermò però a Capranica. Nell'estate del 1541 ricevette la nomina a legato pontificio del Patrimonio di San Pietro e nel settembre dello stesso anno si trasferì a Viterbo. Qui, nel novembre, fu raggiunto da Marcantonio Flaminio e Pietro Carnesecchi, portatori dell'eredità spirituale e dei manoscritti del teologo spagnolo Juan de Valdés, autore di riflessioni che si confrontavano anche con le idee di Lutero e Calvino.

Attorno alla residenza viterbese di Pole si sviluppò così un ambiente di studiosi, intellettuali e religiosi passato alla storia come “Ecclesia viterbiensis”. Un circolo al quale furono legate anche figure come Vittoria Colonna e Michelangelo Buonarroti, e che trasformò la Tuscia in uno dei luoghi nei quali si cercò di confrontarsi con la frattura religiosa che attraversava l'Europa.

Il percorso si sarebbe poi intrecciato con gli sviluppi della Chiesa cattolica culminati nel Concilio di Trento e con la mancata elezione di Pole al soglio pontificio. La vicenda del cardinale inglese restituisce dunque alla Tuscia un ruolo significativo nella storia religiosa del XVI secolo: prima il ritiro e lo studio a Capranica, poi l'intensa stagione di riflessione e confronto vissuta a Viterbo.

A questa pagina di storia sarà dedicato l'incontro in programma sabato 24 ottobre alle 16.30, nel tempio romanico di San Francesco a Capranica. A ripercorrere la vicenda di Reginald Pole e il suo rapporto con la Tuscia sarà la dott.ssa Carla Benocci, che approfondirà il contesto storico e religioso nel quale si inserì la presenza del cardinale inglese.




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