ANNO 16 n° 274
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Da sinistra il comandante Conte, don Luigi Fabbri e Tosini
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Recuperati reperti
risalenti al '500
e consegnati al museo
diocesano: una denuncia

VITERBO – (fla.lud.) Recuperati reperti risalenti al Cinquecento e consegnati al museo diocesano di Viterbo per la catalogazione, il restauro e la conservazione. E’ stata illustrata questa mattina, presso il Comando provinciale di Viterbo, una brillante operazione dei carabinieri che ha permesso di scovare all’interno di un negozio di antiquariato del centro storico del capoluogo oggetti di grande valore storico e artistico. Il titolare del negozio, I.T. (84 anni), è stato denunciato per ricettazione.

L’operazione, denominata Medioevo, è scattata circa un anno fa a seguito della denuncia da parte di un privato del furto di due quadri. Le indagini hanno consentito ai carabinieri, coadiuvati dai colleghi del Comando Tutela Patrimonio Culturale, di recuperare i dipinti (due copie di De Chirico) all’interno di un negozio di antiquariato dove i militari, dopo un’approfondita perquisizione del locale, hanno trovato e sequestrato numerosi frammenti di vasi in terracotta relativi a scavi clandestini, una preziosa anfora in terracotta, un bassorilievo in marmo e vari oggetti di ceramica decorata. I reperti, che la perizia effettuata dalla Soprintendenza per i beni storici artistici e etnoantropologici del Lazio ha permesso di datare tra i primi anni del Cinquecento e il Seicento, erano conservati in scatole per alimenti all’interno di un locale attiguo al negozio sorvegliato da telecamere.

''I frammenti – ha spiegato il maresciallo Iannaccone – li abbiamo trovati già divisi per colore, segno che erano stati già preparati per essere piazzati sul mercato. Si tratta di oggetti che, rimessi a posto, avrebbero fruttato diverse migliaia di euro''. Oggi, dopo le verifiche e gli accertamenti condotti sui reperti, gli oggetti sono stati ufficialmente consegnati al museo diocesano di Viterbo. ''Dopo il sequestro dell’argenteria di qualche giorno fa – ha commentato il comandante provinciale Mauro Conte – questa operazione costituisce un altro importante risultato, soprattutto dal punto di vista dell’interesse storico e artistico, per questo è stato scelto come luogo di destinazione di tutto il materiale sequestrato la diocesi di Viterbo”.

Presenti stamani alla conferenza stampa anche don Luigi Fabbri, vicario generale della curia, e Santino Tosini, direttore del patrimonio culturale della diocesi di Viterbo. ''Enorme la gratitudine nei confronti dell’Arma – ha detto don Luigi Fabbri – per l’impegno e la professionalità, ma anche per aver scelto la diocesi come custode di questi importanti reperti. Questa consegna dimostra fiducia nella diocesi e conferma il binomio inscindibile tra chiesa e arte, d’altronde la chiesa è da sempre culla della cultura'' Dello stesso avviso l’ingegner Tosini che ha invece illustrato le operazioni da svolgere sui reperti: ''Tutto il materiale verrà ora portato nei locali del museo diocesano per la catalogazione delle opere, poi si procederà all’individuazione di esperti restauratori per rimettere insieme tutti i pezzi. Non sarà un lavoro semplice, ma potrebbe essere l’inizio per aprire una nuova sezione della ceramica al museo. La diocesi di Viterbo non è grande, ma conta un patrimonio enorme: nelle 245 chiese sono conservate decine di migliaia di beni artistici a cui ora si aggiungeranno anche questi ultimi e importanti ritrovamenti''.

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