ANNO 16 n° 278
Foto precedente
Recuperata una spada dell'etā del bronzo nel lago di Mezzano
Eccezionale rinvenimento a Valentano, l'oggetto č databile al XIII secolo a.C.

 

VALENTANO - Si è conclusa con un rinvenimento di eccezionale rilevanza archeologica la campagna di ricerche condotta nel contesto palafitticolo del lago di Mezzano: una spada in bronzo databile al XIII secolo a.C., emersa nel corso delle ultime fasi delle indagini. La scoperta, di straordinario interesse scientifico, rappresenta uno dei risultati più significativi delle attività dirette dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l'Etruria Meridionale guidata da Margherita Eichberg, attraverso il proprio Servizio di Archeologia Subacquea e finanziate nell'ambito della programmazione triennale dei Lavori Pubblici 

La spada, databile al Bronzo Recente, proviene da un'area della sponda meridionale del lago finora interessata da indagini limitate. Al significativo risultato ha contribuito in maniera determinante il Nucleo Carabinieri Subacquei di Roma che, nell'ambito di una consolidata collaborazione con la Soprintendenza, ha supportato le attività di prospezione e documentazione svolte sul sito, operando in stretta sinergia con gli archeologi subacquei impegnati nel progetto, assicurando al contempo le condizioni di sicurezza necessarie allo svolgimento delle operazioni di ricerca in ambiente sommerso.

Il reperto, conservato in eccellente stato tanto da presentare ancora un filo tagliente, rappresenta un'importante acquisizione per la conoscenza delle comunità che frequentarono il bacino lacustre oltre tremila anni fa. Si tratta della terza spada rinvenuta nel sito di Mezzano a partire dagli anni Settanta del Novecento, un dato di straordinario interesse che conferma l'eccezionale rilevanza archeologica del contesto e offre nuovi elementi per approfondire le modalità di frequentazione e di utilizzo dell'area lacustre durante la tarda età del Bronzo. Per caratteristiche tipologiche e cronologiche, la spada si inserisce pienamente nel quadro delle produzioni armiere dell'Italia centrale della tarda età del Bronzo, testimoniando il livello di specializzazione metallurgica raggiunto dalle comunità dell'epoca.

Nel corso della stessa campagna sono stati recuperati anche numerosi vasi integri e altri manufatti in bronzo, tra cui asce, punte di freccia, pugnali, punte di lancia, spilloni e un rasoio, che contribuiscono ad arricchire il quadro interpretativo dell'antico insediamento palafitticolo sommerso, frequentato fin dall'età del Bronzo Antico, a partire dagli inizi del II millennio a.C., e sviluppatosi nel corso delle successive fasi della protostoria.

Il lago di Mezzano occupa il cratere di un antico vulcano e rappresenta uno dei più importanti archivi archeologici e paleoambientali della Tuscia. Le ricerche condotte negli ultimi decenni hanno documentato la presenza di un vasto insediamento palafitticolo dell'età del Bronzo, inserito in un contesto ambientale particolarmente favorevole allo sviluppo di attività produttive, reti di scambio e forme di organizzazione sociale complesse. I risultati più recenti confermano il ruolo centrale che questo insediamento ebbe nelle dinamiche culturali e nei rapporti tra le comunità dell'Italia centrale protostorica.

Tra il XIII e il XII secolo a.C., periodo cui appartiene la spada rinvenuta, le comunità dell'Italia centrale erano coinvolte in reti di contatto che interessavano ampie aree della penisola e del Mediterraneo. In questo contesto, le armi in bronzo non costituivano soltanto strumenti di combattimento, ma erano anche simboli di prestigio, identità e potere.

La presenza di spade, asce, punte di lancia e altri oggetti metallici in ambienti lacustri rappresenta un fenomeno noto in numerosi contesti europei e viene frequentemente interpretato come il risultato di deposizioni intenzionali legate a pratiche rituali e cultuali connesse all'acqua. A Mezzano, la vicinanza tra la spada ritrovata e un rasoio in bronzo costituisce un dato di particolare interesse, poiché richiama associazioni documentate in altri contesti dell'età del Bronzo e riconducibili ad individui di elevato status sociale, probabilmente appartenenti alle élites guerriere. Proprio per questo motivo, ogni nuovo rinvenimento assume un valore che va ben oltre il singolo oggetto, contribuendo alla comprensione dei comportamenti simbolici da parte delle comunità protostoriche.

Particolarmente significativo risulta il dato relativo alle quote di giacitura dei reperti metallici, che mostrano una notevole omogeneità in differenti settori dell'area indagata. Questa evidenza costituisce un importante elemento interpretativo per la ricostruzione dei processi deposizionali che hanno interessato il sito e per la verifica dei modelli scientifici attualmente in fase di elaborazione. L'estensione delle attività di scavo stratigrafico subacqueo, integrata dall'impiego di tecnologie avanzate per la documentazione e l'analisi spaziale dei rinvenimenti, consentirà di approfondire la comprensione della distribuzione dei reperti e della formazione del deposito archeologico.

Le delicate operazioni di individuazione, recupero e documentazione dei reperti sono state rese possibili anche grazie al fondamentale contributo dei restauratori subacquei di CSR Restauro Beni Culturali, specializzati negli interventi su contesti sommersi. Il loro immediato intervento in fase di recupero consente di mettere in sicurezza i reperti e di avviare tempestivamente le procedure conservative necessarie a preservare l'integrità di manufatti rimasti immersi nelle acque del lago per lunghissimo tempo.

Il nuovo rinvenimento conferma ancora una volta l'eccezionale rilevanza scientifica del lago di Mezzano e l'importanza di questo sito per lo studio della protostoria dell'Italia centrale. Le nuove evidenze contribuiscono ad arricchire il quadro delle conoscenze sulle popolazioni che abitarono la Tuscia oltre tremila anni fa, aprendo ulteriori prospettive di ricerca sulle dinamiche economiche, sociali e culturali che caratterizzarono il territorio in epoca preistorica, ben prima dell'affermazione della civiltà etrusca.

Le ricerche proseguiranno nei prossimi anni con l'obiettivo di approfondire la conoscenza dell'insediamento palafitticolo e del contesto territoriale in cui esso si sviluppò. La proficua collaborazione instaurata con l'Amministrazione Comunale di Valentano costituisce inoltre una solida base per promuovere strategie condivise di tutela, valorizzazione e fruizione pubblica del patrimonio archeologico restituito dal lago di Mezzano. In questa prospettiva, la ricerca scientifica si conferma uno strumento fondamentale non solo per la ricostruzione del passato, ma anche per la crescita culturale e lo sviluppo sostenibile del territorio.

A presto anche una mostra dove verranno esposti i bronzi di Mezzano.




Facebook Twitter Rss