

VITERBO – Un milione e mezzo di euro in tre anni per promuovere e rafforzare i marchi collettivi REA – Qualità Reatina e Tuscia Viterbese. È quanto annunciato nel corso della conferenza stampa ospitata dalla Camera di Commercio Rieti-Viterbo.

Ad aprire l'incontro è stato il presidente della Camera di Commercio Rieti-Viterbo, Domenico Merlani: «Non siamo qui soltanto per presentare un progetto, ma per celebrare il fatto che l'unione tra Rieti e Viterbo sta iniziando a produrre risultati positivi. Quella che presentiamo oggi è una buona pratica che mette a sistema esperienze già consolidate e le trasferisce su un territorio più ampio».
Il finanziamento, reso possibile grazie a uno stanziamento regionale promosso dal consigliere Daniele Sabatini e realizzato dall'assessorato all'Agricoltura guidato da Giancarlo Righini, punta a valorizzare le produzioni locali attraverso marchi già radicati sul territorio.

«Esiste già un'identità forte e riconoscibile – ha spiegato Sabatini – e valorizzarla significa garantire qualità, territorialità e maggiore riconoscibilità per il consumatore. Un marchio collettivo può rappresentare un importante valore aggiunto per il prodotto agricolo e per l'intera economia locale».
Se il marchio REA, nato nel 2024, rappresenta la nuova sfida per il territorio reatino, il marchio Tuscia Viterbese può contare su oltre vent'anni di storia e su una rete consolidata di imprese. Entrambi certificano l'origine dei prodotti e impongono rigidi disciplinari di qualità, sottoponendo le aziende aderenti a controlli periodici.
Per il presidente del marchio Tuscia Viterbese, Gianfranco Olivieri, il nuovo sostegno economico consentirà di compiere un ulteriore salto di qualità.
«Oggi contiamo circa 250 aziende autorizzate – ha ricordato – e possiamo dire che la storia del marchio è stata un successo. Tuttavia era necessario evolversi. Il nostro paniere comprende eccellenze come nocciole, olio extravergine, patate dell'Alta Tuscia e molti altri prodotti. Questa nuova spinta sarà fondamentale, ma voglio ricordare che dietro il marchio esiste un sistema di controlli severi che tutela sia i produttori sia i consumatori».
Sulla stessa linea Vincenza Bufacchi, presidente di REA – Qualità Reatina: «Questi marchi nascono dalle istituzioni per creare le condizioni affinché le aziende possano lavorare meglio. Abbiamo scelto di disciplinare l'origine delle materie prime e dei processi produttivi, offrendo così maggiori garanzie sia a chi acquista sia a chi produce».
A chiudere l'incontro è stato l'assessore regionale Giancarlo Righini, che ha ribadito il valore dell'iniziativa proposta: «Conoscenza del territorio e capacità di mettere insieme i produttori sono gli elementi più importanti di questo progetto. Si tratta di opportunità concrete che ci permettono di guardare con fiducia al futuro».
Per aderire ai marchi collettivi è necessario presentare domanda attraverso il sito della Camera di Commercio Rieti-Viterbo. Possono fare richiesta tutte le imprese che commercializzano o producono beni rientranti nei disciplinari previsti dai due marchi, purché rispettino i requisiti stabiliti.
Attualmente sono disponibili 21 disciplinari relativi a diverse categorie produttive, dall'agroalimentare all'artigianato fino al settore turistico. L'iscrizione è gratuita, ma le aziende aderenti dovranno sottoporsi a controlli periodici, finalizzati a garantire il mantenimento degli standard qualitativi richiesti.