ANNO 16 n° 267
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Rave party di Valentano, slitta ancora il processo all’“imbucato”
Assenti per la seconda volta le parti offese: disposto l’accompagnamento coattivo di un testimone. Alla sbarra un 38enne albanese

VALENTANO – Continua a non decollare il processo a carico di Adurel Karafili, il 38enne di origine albanese finito a giudizio per essersi “imbucato” al rave party sulle sponde del lago di Mezzano, andato in scena a Ferragosto del 2021.

All’ultima udienza, tenutasi giovedì davanti al giudice monocratico Giovanna Camillo, hanno infatti dato forfait per la seconda volta consecutiva i due titolari dei contratti di affitto dei terreni, di proprietà della famiglia Camilli, individuati come parti offese nel procedimento. Alla luce dell’ennesima assenza, il pubblico ministero ha rinunciato all’audizione di uno dei due testimoni, mentre per l’altro il giudice ha disposto l’accompagnamento coattivo.

Nel corso della precedente udienza, celebrata lo scorso gennaio, era stato sentito un carabiniere impegnato nelle operazioni di controllo durante il rave, che aveva riferito di aver identificato circa 300 persone, trasmettendo successivamente l’elenco alla questura. Karafili risulta l’unico tra i circa 10mila partecipanti alla manifestazione ad essere finito sotto processo.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 38enne si sarebbe recato al rave su invito di un amico, a bordo di un’auto non di sua proprietà e privo di patente, percorrendo strade di campagna per eludere i posti di blocco. Contestata anche la violazione dell’obbligo di dimora a Viterbo, misura alla quale l’uomo era sottoposto all’epoca dei fatti.




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