ANNO 16 n° 275
Rave di Valentano, i Camilli ritirano la querela: continua il processo
L’imprenditore, sentito in aula, aveva denunciato danni per circa 300mila euro a capannoni e mezzi agricoli. Il ritiro della querela non ferma il processo

VALENTANO – Per il rave party organizzato abusivamente nell’area del lago di Mezzano, nell’agosto del 2021, aveva raccontato di strutture agricole danneggiate, capannoni violati e mezzi utilizzati per l’attività dell’azienda colpiti durante l’irruzione dei partecipanti. I danni, secondo quanto riferito, erano stati quantificati complessivamente in circa 300mila euro. Ora, però, la famiglia Camilli ha deciso di ritirare la querela presentata dopo quei fatti.

La novità è emersa nell’ultima udienza del processo che vede imputato Adurel Karafili, 38enne di origine albanese, chiamato a rispondere delle contestazioni legate alla sua presenza al rave clandestino organizzato sulle sponde del lago di Mezzano.

 

La testimonianza in aula

A riferire del ritiro della querela è stato lo stesso imprenditore, ascoltato come testimone davanti alla giudice Giovanna Camillo. Camilli, contitolare dell’azienda agricola insieme al cugino Vincenzo, aveva sottoscritto a suo tempo la denuncia dopo quanto accaduto nell’area di proprietà.

Rispondendo alle domande della giudice, l’imprenditore ha ricostruito le conseguenze del passaggio dei partecipanti, riferendo che alcune persone sarebbero entrate nei capannoni e avrebbero provocato danni alle strutture e ai mezzi agricoli.

In un primo momento, Piero e Vincenzo Camilli si erano costituiti parte civile nel procedimento nei confronti di Karafili, assistito dall’avvocato Mancini. La decisione di ritirare la querela non comporta però la chiusura del processo, che continuerà sul fronte delle altre contestazioni.

 

Karafili unico imputato tra i partecipanti

Il procedimento riguarda uno degli episodi giudiziari scaturiti dal rave di Valentano, al quale presero parte migliaia di persone. Secondo quanto riferito in aula, sarebbero state circa 10mila le presenze complessive durante il raduno clandestino.

Nell’udienza precedente era stato ascoltato un carabiniere che aveva partecipato alle operazioni di sgombero. Il militare aveva riferito di aver identificato circa 300 persone e di aver trasmesso gli atti alla Questura di Viterbo.

Karafili è l’unico partecipante al rave ad essere arrivato a processo. Secondo le contestazioni, il 38enne avrebbe raggiunto la zona dopo essere stato invitato da un amico, arrivando a bordo di un'auto che non sarebbe stata di sua proprietà e guidandola nonostante fosse privo di patente.

 

L'accusa: violati gli obblighi imposti

Al momento della sua partecipazione al rave, Karafili sarebbe stato sottoposto all’obbligo di dimora nel territorio di Viterbo e alla sorveglianza speciale. Secondo l’accusa, la presenza al raduno avrebbe comportato la violazione delle prescrizioni a cui era sottoposto.

L’uomo sarebbe stato successivamente fermato nel corso dei controlli effettuati nell’area e identificato dalle forze dell’ordine.

Il ritiro della querela da parte dei Camilli rappresenta dunque una novità nel procedimento, ma non mette fine al processo. Il dibattimento proseguirà nel 2027 per l’esame delle restanti contestazioni a carico dell’imputato.




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