ANNO 16 n° 275
Rapina in via Cavour, l'aggressione alla gioielliera ripresa dalle telecamere

VITERBO – Le immagini lasciano poco, anzi pochissimo spazio all'immaginazione. Sono attimi di puro terrore quelli ripresi dalle telecamere a circuito chiuso del negozio ''Il gioiello'' in via Cavour 65, che l'altra mattina ha subito una rapina da parte di due malintenzionati, uno a volto coperto e l'altro no, che hanno anche picchiato la titolare, minacciando persino di ucciderla.

Nel video, al vaglio degli inquirenti, si vede chiaramente l'aggressione subita dalla titolare M. A. durante la rapina avvenuta martedì in pieno giorno a Viterbo. La donna dopo la vicenda ha raccontato di aver ''visto dietro la porta quel ragazzetto piccolino e sorridente, mi sono fidata e l'ho fatto entrare''.

Ma poi in pochi secondi tutto è cambiato perché la commerciante è diventata la vittima inconsapevole di due rapinatori. ''Dietro di lui c'era il suo complice e quando ho visto la maschera bianca che portava sul volto e stato come se il cuore mi si fermasse nel petto'' ha detto in esclusiva su ViterboNews24 due giorni fa.

La donna, nel rivedere il video, ha ripercorso quegli attimi di paura che le telecamere hanno ripreso chiaramente, specie quando il più basso dei due malviventi le ha tappato la bocca con la mano e l'ha strattonata per portarla nel retro, mentre l'altro frugava nella cassaforte a caccia di preziosi. M.A. è poi riuscita a divincolarsi e a scappare in strada, mentre i ladri finivano di portare via la refurtiva, prima di scappare allontananandosi su uno scooter di colore scuro. 

Sul prosieguo delle indagini, condotte dalla squadra mobile della questura diretta dal dottor Donato Marano, non trapela al momento alcuna novità. Al vaglio degli investigatori, oltre ai filmati delle telecamere a circuito chiuso, gli indizi che i due avrebbero lasciato dietro di loro: il berretto indossato dall'uomo a volto scoperto (l'altro aveva una maschera) e la borsa con parte dei gioielli rubati, entrambi persi dai rapinatori mentre si allontanavano in motorino. 

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