ANNO 16 n° 272
Rapina coppia di scambisti: fermata la banda del coltello
Un arresto e due denunce. Il 23enne ai domiciliari accusato anche di furti ai distributori automatici

VITERBO - Presa la banda del coltello: aveva rapinato una coppia di scambisti e ferito il fidanzato.

Ieri gli uomini della squadra mobile della questura di Viterbo hanno eseguito l’ordinanza della misura cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal giudice per le indagini preliminari di Viterbo a seguito di un’attività investigativa coordinata dalla procura di Viterbo, nei confronti di un 23enne italiano, responsabile di una rapina a una coppia di fidanzati e di numerosi furti ai danni di esercizi commerciali. Inoltre, sono stati denunciati, in quanto complici della rapina, altri due uomini, uno dei quali ritenuto responsabile anche di un episodio di accoltellamento.

In particolare, all’inizio dello scorso mese di marzo una coppia di scambisti si era inizialmente accordata su siti internet dedicati con uno degli indagati per un incontro sessuale presso un bed&breakfast di Viterbo. Alla proposta di un rapporto a tre però la ragazza era tirava indietro e, nell’andare via, si era appropriata di 50 euro dalle mani del proponente.

Il giorno successivo la stessa coppia, mentre attendeva in auto un altro cliente, era stata assalita da tre soggetti, uno dei quali era il giovane del giorno prima che si impossessava del telefono della ragazza, mentre un altro accoltellava ad una coscia il fidanzato della stessa. Alcuni giorni dopo sempre l’individuo che aveva proposto l’incontro sessuale si è reso responsabile, in concorso con altri, del ferimento alla schiena con arma da taglio di un giovane sudamericano nel centro di Viterbo per futili motivi.

Al protagonista della rapina, invece, sono stati contestati cinque furti commessi a Viterbo, fra marzo e maggio del corrente anno, ai danni di distributori automatici ubicati all’interno di scuole o sulle vie cittadine, tutti in orari notturni, con arnesi da scasso e a volto travisato. Gli uomini della squadra mobile hanno ricostruito tali furti attraverso la visione di molti sistemi di videosorveglianza ed hanno effettuato una perquisizione a carico dell’indagato trovandolo in possesso degli indumenti utilizzati in alcuni episodi.




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