ANNO 16 n° 272
Rapina alle poste di Canino
I Rapinatori: Un'armata brancaleone

CANINO - E si. Più va avanti la fase preliminare del processo penale che si aspetta esserci per la banda di rapinatori che in un sabato di fine novembre dell’anno scorso perpetrarono una rapina presso l’Ufficio postale di Canino, più ci rende conto della faciloneria “criminale” messa in atto dalla banda stessa.

La loro azione sembrava quella del noto film in bianconero del 1959 “Audace colpo dei soliti ignoti” quando appunto un etereogeneo gruppo si improvvisa criminale, ma la loro azione si rivela un nulla di fatto. Infatti, nel nostro caso di Canino, tutti gli elementi di una rapina commessa da dilettanti ci sono, proprio come quelli degli interpreti del capolavoro cinematografico di Nanni Loy.

Nel caso “vero” di Canino, mentre il rapinatore effettivo entrato nell’Ufficio postale camuffato da fattorino della SDA, ancorchè munito di regolare mascherina anticontagio, era comunque facilmente riconoscibile, quindi, raggiunti i suoi complici che erano appostati su una vettura dal colore sgargiante, a colpo riuscito, si erano allontanati, non considerando di essere sempre “sorvegliati” dal “Grande fratello” delle telecamere di sicurezza sparse nel paese.

Non fu particolarmente difficile per Carabinieri e Polizia stradale individuare i soggetti ed assicurarli alla Giustizia.

Ma il particolare di questa vicenda è quella Direttore dell’Ufficio di cui la capacità criminale è apparsa valida sino ad un certo punto. Infatti, per le stranezze compiute sia durante la rapina che dopo, non fu difficile ipotizzare che egli fosse, certamente, la “talpa” del colpo quindi sia stato lui indirizzare i banditi a colpo sicuro per l’azione. Ma per il suo atteggiamento fu subito sospettato, poi pedinato e da ultimo pescato con il malloppo (30.000 euro) solo pochi giorni dopo.

Nel primo interrogatorio davanti al magistrato, l’indagato Direttore dell’ufficio postale ha “vuotato il sacco”, collaborato e favorito l’arresto dei suoi complici.

Questi si, però veri delinquenti ancorchè comportatisi da dilettanti. Da notare che questo direttore, facendosi trovare in possesso di una parte del bottino (30.000 euro) che comunque si era assicurato in precedenza mettendo mano al malloppo nella disponibilità poter acquisire essendo capo dell’Ufficio, ha dimostrato essere un sempliciotto.

Interessante aver saputo che dopo la rapina la banda si riunì per la spartizione del bottino in un casale nei presso di Vetralla e che tra di loro si verificò una situazione di contrasto come quella dei leggendari “ladri di pisa” che di notte rubano ed il giorno litigano.

L’indagine giudiziaria prosegue senza soste. Giorni fa sono comparsi davanti al GIP gli ultimi arrestati: Riccardo Carloni Modesti, Bruno Laezza e Roberto Gallo.

Mentre i primi due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, il Gallo (nomen omen), invece, ha “cantato”.

Il particolare più intrigante della vicenda è il mancato recupero della somma rapinata. Dei 200,000 euro solo 30.000 sono tornati nelle casse delle Poste.

Si vedrà se gli arrestati, sotto torchio degli investigatori o per collaborazione ne daranno notizia, al contrario, se veramente sono stati bravi farli sparire, allora, in fin dei conti, non erano dilettanti più di tanto.




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