ANNO 16 n° 274
Rapina al portavalori: spunta il movente della gelosia
Scambio di accuse in aula tra l'imputato e il testimone

di Andrea Stefano Marini Balestra

VITERBO - Spunta il movente passionale nella rapina al portavalori. E' quanto emerso nel corso dell'udienza davanti al Collegio del tribunale presieduto dalla dr.ssa Elisabetta Massini nel processo a carico dell’ex vigilante Aglioti è stato ascoltato come teste il collega Michele Potenzi, anche accusato degli stessi reati, ma il suo processo definito con rito abbreviato per patteggiamento. Aglioti si è scagliato contro il teste accusandolo di agire per vendetta per il fatto che gli aveva insidiato la moglie e reciprocamente l’amante.

Per il resto l’imputato nel suo interrogatorio fiume ha raccontato della sua carriera di portavalori che per la sua capacità di condurre mezzi blindati ebbe sventare molte rapine, poi che mai aveva versato parte del bottino al Potenzi, ma solo prestato denaro per emigrare in Australia mediante regolari bonifici.

Poi è stata ricostruita la vicenda della rapina avvenuta sulla superstrada nei pressi dello svincolo di Cinelli, e prima delle trattative tra i rapinatori di come eseguirla.

Particolare la deposizione di un motociclista che si trovò a passare durante la rapina. Egli ha raccontato che visto un furgone fermo aveva rallentato, ma che si trovò davanti uomini armati di mitra e fucile che gli fecero spegnere il motore, gettar via la chiave ed ordinargli di inginocchiarsi. Egli ha riferito aver visto scivolare via dal furgone cassettine.

Il processo proseguirà per ascolto altri testi.

 




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