

VITERBO – Aveva tentato altre due volte di suicidarsi Rizziero Randazzo, il quarantenne di Fabrica di Roma arrestato venerdì scorso dai carabinieri dopo che, per la seconda volta in tre giorni, aveva provato ad uccidersi aprendo delle bombole di gas nel suo appartamento, rischiando di far esplodere l’intero condominio in cui, oltre a lui, vivono altre due famiglie di sette persone, tra le quali alcuni bambini.
In precedenza, dal 20 luglio in poi, si era tagliato due volte le vene ai polsi. Fortunatamente, le ferite che si era inferto non erano tali da farlo morire dissanguato.
Circostanze che la dicono lunga sulle sue condizioni psichiche e che rendono ancora più incomprensibile quanto risposto dalla centro di salute mentale di Civita Castellana al sindaco del paese Mario Scarnati che sollecitava per lui il trattamento sanitario obbligatorio (Tso), cioè che Randazzo, sottoposto a visita psichiatrica, ''non è risultato in condizioni psichiche tali da predisporre il ricovero coatto''.
Il 16 agosto, dopo il secondo tentativo di suicidio con il gas e la seconda strage evitata dai carabinieri, il sindaco Scarnati ha di nuovo scritto al centro di salute mentale segnalando che ''il soggetto in questione ha dato prova di trovarsi in condizioni psichiche non adeguate, rappresentando così una minaccia per l’incolumità personale e pubblica''.
Probabilmente, la risposta arriverà dopo che Randazzo sarà stato sottoposto alla visita psichiatrica disposta dal tribunale di Viterbo, che ha sì convalidato il suo arresto, senza però stabilire la durata della pena. Durata che sarà subordinata all’esito dell’esame psichiatrico, il cui esito dovrebbe essere consegnato al magistrato entro domani.
Probabilmente l’uomo, che ha dichiarato al giudice di aver tentato il suicidio per richiamare l’attenzione su di lui, perché da circa un mese è mezzo non parlava con nessuno, verrà scarcerato e ricoverato in un centro specialistico dove potrà essere curato, come ha chiesto egli stesso.
Se lo psichiatra incaricato di visitarla consegnerà il referto domani, Randazzo potrebbe lasciare il carcere di Mammagialla entro un paio di giorni per essere trasferito in una struttura idonea alle sue condizioni, nella quale potrà ricevere cure adeguate. E guarire.
Forse, con un po’ d’attenzione in più, sarebbe stato possibile risparmiargli il processo e il carcere. E ai suoi vicini di casa due giornate d’angoscia.