ANNO 16 n° 267
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“Radici e Visioni”, il maestro Russo protagonista della chiusura dell’Anno Giubilare
L’antologica del maestro viterbese inaugura il 2 dicembre alla Rocca Albornoz e apre il calendario degli eventi che concluderanno l’Anno Giubilare

VITERBO – Alla conclusione dell’Anno Giubilare, Viterbo rilancia il proprio percorso culturale presentando Radici e Visioni, la mostra antologica dedicata all’artista viterbese Angelo Russo, ospitata al Museo Nazionale Etrusco della Rocca Albornoz dal 2 dicembre all’Epifania. Un evento che, come ha introdotto la sindaca Chiara Frontiniracconta una città che vuole crescere e valorizzarsi attraverso luoghi vivi, concerti e mostre”, e che si inserisce nel calendario degli appuntamenti che accompagneranno la città verso la chiusura dell’anno straordinario.

La consigliera Alessandra Croci ha tracciato il percorso delle iniziative: dall’inaugurazione della mostra di Russo il 2 dicembre, alla presentazione del calendario giubilare e di una nuova esposizione fotografica il 6 dicembre, fino alla collocazione della pietra dei Facchini dell’8 dicembre e agli eventi del 10 gennaio, quando saranno presentati un libro fotografico sul Giubileo e la mostra dell’artista inglese Jannina Veit Teuten, dedicata alla via Francigena.

(da sinistra, Angelo Russo e Chiara Frontini)

Al centro dell’antologica di Russo, più di trent’anni di ricerca artistica tra simboli, spiritualità e trasformazione. Il percorso espositivo si apre con Sinfonia d’Archi, la Macchina di Santa Rosa ideata nel 1991: la statua originale dialoga con il bozzetto vincitore del concorso e con dipinti che ne raccontano luce, tensione verticale e visione collettiva. Esposti anche il bozzetto del manifesto di San Pellegrino in Fiore del 1992 e opere più recenti, come Il Peccato Originale, Il Galletto esposto al MEAM di Barcellona, e L’Archetipo del Figlio Perduto, particolare interpretazione di Pinocchio.

Radici – ha spiegato Russo è ciò che ci lega alla nostra identità; Visioni è il percorso alchemico verso un miglioramento interiore”. Un viaggio che la curatrice Laura Principi, insieme ai contributi critici di Aldo Carotenuto e Rosaria Cataletto, approfondisce nel catalogo della mostra.




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