ANNO 16 n° 269
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'Raccolta Differenziata di Parole': una mostra che dà forma all’invisibile
La mostra di Pentamerone e Marco Sciascia tra immaginazione, ascolto e umanità

VITERBO - C’è una magia che si compie quando le parole, custodite nel silenzio, trovano finalmente uno spazio per respirare. È questo il cuore pulsante di Raccolta Differenziata di Parole, la mostra nata dall'incontro tra l’immaginazione dell’Associazione Pentamerone e le mani sapienti dell’artigiano Marco Sciascia, che ha dato forma concreta a un’idea nata nell’aria, leggera e condivisa. 

Per tre anni, l’associazione ha viaggiato per l’Italia, raccogliendo pensieri, sogni e confessioni, soprattutto dei più giovani. Ogni parola scritta è rimasta chiusa, segreta, intatta, come un seme sotto la terra, in attesa del momento giusto per germogliare. Ora, fino al 4 maggio, quelle parole si mostrano senza svelarsi, in un allestimento che non espone ma accoglie, che non insegna ma ascolta.  

Il progetto nasce dal desiderio di contrastare l’epoca dello scorrimento, quella in cui tutto scivola via in un secondo, proponendo invece uno spazio di attesa, di sospensione, di autentico ascolto. In un tempo in cui tutto deve avere uno scopo, Raccolta Differenziata di Parole celebra l’inutile, l’impalpabile, l’immaginazione: ciò che ci rende umani. 

L’assessore Antoniozzi ha definito questa iniziativa “la versione 2.0 di qualcosa che avevamo già fatto”, ma con una consapevolezza nuova: il bisogno collettivo di rallentare, di sentirsi parte, di fare pulizia profonda tra i pensieri che affollano la mente. A breve, il percorso continuerà al Teatro dell’Unione, ampliando ancora lo spazio dell’ascolto.

La forza dell’iniziativa sta nella spontaneità con cui i talenti si sono intrecciati, senza scopi utilitaristici, solo per il gusto di creare, di esserci. E proprio perché nessuno ha ancora letto quelle parole raccolte, i giovani si sono sentiti liberi di scrivere davvero ciò che avevano dentro. In questo anonimato nasce la verità più pura.

Raccolta Differenziata di Parole è una finestra aperta sull’invisibile, un invito a ricordarci che anche ciò che sembra inutile ha un valore profondo. Perché, in fondo, è proprio lì, nelle parole non dette, nei pensieri dimenticati, nei sogni scritti e poi nascosti, che abita il nostro modo più autentico di essere umani.




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