ANNO 16 n° 273
Quote rosa - Tre donne per uno scranno
Oggi la giunta Marini ter: in pole position una lady ''X'' indicata dai quarantenni
di Mauro Rotelli, sono in corsa anche Maria Antonietta Russo e Chiara Frontini

VITERBO – ‘’Se sia nobile nella mente soffrire i colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa fortuna’’ e nominare un’assessore indicata dalla corrente dei quarantenni (Mauro Rotelli), ‘’o prendere le armi contro un mare di affanni e, contrastandoli, porre loro fine’’ preferendogli la giovane e battagliera Chiara Frontini o l’unica consigliera del Pdl Maria Antonietta Russo? E’ questo il dubbio che il sindaco Giulio Marini si prefigge di sciogliere entro oggi per “resettare” la sua giunta ai voleri del Tribunale amministrativo del Lazio che, accogliendo il ricorso del Pd, gli ha azzerato l’esecutivo varato, dopo lunghe tribolazioni, solo nel settembre 2011, per ‘’mancanza di donne’’.

Già, perché Marini ha un solo scranno da aggiungere agli otto già assegnati (nove con il suo) nell’esecutivo di Palazzo dei Priori. E una sola donna, visto il precedente del sindaco di Roma Gianni Alemanno, cui la stessa sezione del Tar, la seconda, sciolse la giunta perché non aveva tenuto conto delle quote rosa, può bastare. Per inserirne più d’una, il sindaco dovrebbe “licenziare” uno o più assessori in carica. Affare, quest’ultimo assai complicato e rischioso.

Quindi, l’una, in quota quarantenni, o le altre, Maria Antonietta Russo e Chiara Frontini. La prima è stata recentemente nominata consigliera di parità e, se venisse “promossa” assessore, dovrebbe lasciare l’incarico da poco ottenuto. La seconda, animatrice della “Giovane Italia”, balzata agli onori della cronaca per aver attaccato a testa bassa la senatrice Laura Allegrini, quella che con “soli” 11mila e rotti euro al mese si sente costretta a “tirare a campare”, invece, non dovrebbe lasciare alcun incarico per il semplice motivo che non ne ha. Ma, stando ai boatos provenienti da Palazzo dei Priori e dintorni la nomina di Frontini sarebbe indigesta proprio alla Allegrini, attualmente alleata di Marini. Resa preziosa dall’imminenza del congresso provinciale.

Di certo c’è Marini è intenzionato a chiudere la falla creata dal Tar entro oggi. “In giornata – ha detto - varerò la nuova giunta comunale, con l'inserimento di almeno una donna'. Sui nomi è però rimasto abbottonatissimo. 'Vedremo' si limita a dire, “la notte e il buon senso mi porteranno consiglio”.

Qualunque sia la scelta, Marini dovrebbe procedere anche a una ridistribuzione delle deleghe. Appare infatti improbabile che decida di assegnare i Lavori Pubblici, lasciati da Giovanni Arena dopo la recente nomina di Gianni Arena all’Arpa-Lazio, alla nuova (o le nuove) entrate. E tutto lascia prevedere che continuerà a gestirla egli stesso ad interim.

Resta infine da vedere se il mini rimpasto, o meglio l’integrazione della giunta comunale, non ridesti molti appetiti solo sopiti, che si annidano tra le varie correnti del Pdl e affini.

La mattina di Marini inizierà con la revoca delle deleghe agli otto assessori. Poi un convegno sul termalismo nella Sala Regia. Poi la nuova giunta.

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