ANNO 16 n° 275
“Questo matrimonio non s’ha da fare”, tre persone finiscono in manette
Incursione dei carabinieri al Comune di Sutri per fermare il rito tarocco

VITERBO - “Questo matrimonio non s’ha da fare”. A pronunciare la celebre frase dei bravi di Don Rodrigo all’inizio dei “Promessi Sposi” sono stati i carabinieri della stazione di Sutri nella tarda mattinata di venerdì all’interno della sala consiliare del comune, mentre il sindaco aveva appena iniziato la cerimonia del matrimonio tra una 35enne del posto e un giovane marocchino domiciliato da qualche mese nel piccolo paese della Tuscia.

Alla base del matrimonio tra i due, infatti, non c’era una storia d’amore bensì l’occasione per il futuro sposo di ottenere la nazionalità italiana. A finire in manette, con l’accusa di tentata circonvenzione di incapace, sono state tre persone: N.M (il futuro sposo) e i suoi due compari, A.F. 44enne pregiudicato sutrino e O.M., 32enne anche lui di origine magrebina.

I due compari avevano organizzato il matrimonio tra il loro amico marocchino con il permesso di soggiorno prossimo alla scadenza ed una 35enne sutrina, convinta tramite continue pressioni e la promessa di 500 euro a pronunciare il fatidico ‘’sì’’.

A seguito delle indagini i carabinieri di Ronciglione, con la collaborazione dei colleghi di Sutri, si sono presentati in abiti civili alla cerimonia, bloccando il futuro sposo e i suoi testimoni.

La 35enne accompagnata da un’assistente del Comune di Sutri è stata portata in disparte e, tra le lacrime, ha confessato ai carabinieri tutti i dettagli della vicenda.

Un epilogo ben diverso da quello che i tre si aspettavano: la donna è tornata a casa mentre per il futuro sposo e i suoi due testimoni si sono aperte le porte del carcere di Viterbo.

I carabinieri hanno anche sequestrato le fedi nuziali.

 

 

 




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