

VITERBO – E’ stata illustrata questa mattina in prefettura alla presenza delle autorità e dei vertici di associazioni di settore la relazione denominata “Dal Bullicame e Riello alle Masse di San Sisto”, in merito al vincolo di 1600 ettari nel capoluogo viterbese.
Dopo la presentazione con tanto di slide interattive sulla storia delle bellezze archeologiche presenti nella aree interne e rurali della città dei papi, la soprintendente Eichberg ha parlato dell’iter e delle motivazioni che hanno portato a questo provvedimento. ''La proposta della realizzazione di questo vincolo, non nasce certo ieri, ma è sui nostri tavoli da più di vent’anni – osserva la soprintendente -. Le leggi ci impongono di tutelare nella maniera migliore ogni bene artistico e culturale a nostra disposizione e, lasciatemelo dire, da questo punto di vista Viterbo è una miniera’’.
Ma se da un lato le dichiarazioni della Eichberg inorgogliscono i viterbesi, dall’altro spaventano chi, viterbese e non, vorrebbe investire per creare sviluppo proprio interno a queste bellezze presenti sul territorio. ''Comprendo il bisogno di tutelare il nostro passato – lamenta Belli, presidente di Ance – ma le persone che negli ultimi 20 anni hanno acquistato dei terreni edificabili e ora invece hanno perso questa possibilità di certo non possono essere completamente d’accordo. In questa maniera è davvero difficile creare sviluppo se si è contornati da blocchi e paletti. Se non si lavora con gli imprenditori per far crescere la città si corre il rischio di bloccare gli investimenti. Così si spaventa la gente''.
L’assessore Ubertini ha provato a mediare affermando di essere al lavoro proprio su questo tema. ''Sappiamo bene che questo è un tema molto attuale – ha spiegato l’assessore – stiamo dialogando con la soprintendenza proprio per cercare di venire incontro alle richieste degli investitori. Mi auguro che riusciremo ad arrivare in breve tempo alla conclusione di questo percorso e che la soluzione possa soddisfare tutte le parti’’.
L’ultimo intervento della giornata è stato quello del sindaco Arena. ''Siamo d’accordo con la soprintendenza nel tutelare i beni del territorio – ha dichiarato il primo cittadino - Ma credo che come avviene in ogni situazione, sia necessario trovare un compromesso per poter portare avanti entrambi i discorsi. Personalmente avrei voluto insieme ai vincoli anche fondi per valorizzare queste risorse. Il pericolo è che alla fine si verifichi la stessa situazione del parco dell’Arcionello: viene istituito e adesso è invaso dai cinghiali che poi scorrazzano in giro per la città’’.