

di Tommaso Crocoli
CIVITA CASTELLANA - C’è un piccolo tassello viterbese nel grande puzzle della Salernitana di Lotito e Mezzaroma, fresca di promozione in serie B dopo un campionato lungo ed esaltante che ha visto i granata duellare a lungo con il Benevento per conquistare il salto di categoria. Nel cuore della difesa campana, impegnato a sgomitare con gli attaccanti avversari, c’è infatti Alessandro Tuia, difensore classe ’90 nato a Civita Castellana e cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Lazio. Uno che, per intenderci, vanta anche qualche scampolo di serie A, entrato in campo nei minuti finali di una sfida con la Juventus nel 2009. Approdato a Salerno nel 2012 in prestito dalla società biancoceleste (due anni dopo il suo trasferimento è diventato definitivo), Tuia è uno dei pilastri principali del nuovo progetto: per lo stopper civitonico si tratta della seconda promozione, dopo quella dalla Lega Pro Seconda Divisione (la vecchia serie C2) alla Lega Pro. Non male per uno che al suo arrivo aveva soltanto 22 anni. Domenica scorsa, dopo il 3-1 sul Barletta che ha fatto saltare i tappi alle bottiglie di spumante, ha alzato di nuovo le braccia al cielo.
‘’Un momento bellissimo, stupendo. La nostra promozione dipendeva dal risultato del Benevento e, francamente, davamo tutti per scontato che i nostri rivali per la promozione avrebbero vinto. Quando abbiamo ricevuto la notizia del loro pareggio col Messina è stata un’esplosione di gioia inaspettata, faticavamo a crederci. Ma la meritiamo tutta’’.
Ci credevi a inizio stagione?
‘’La squadra era stata costruita per vincere il campionato, non possiamo nasconderci. Ma sapevamo che avremmo dovuto lottare e sudarci la vittoria domenica dopo domenica. Abbiamo vissuto momenti esaltanti e periodi difficili. Il Benevento in certi momenti ci è stato davanti in classifica, a tratti ci siamo rimboccati le maniche e rincorso gli avversari. Alla fine, però, abbiamo dimostrato di essere i più forti’’.
Che annata è stata, la tua?
‘’L’inizio è stato tra altri e bassi, con buone prestazioni e qualche difficoltà. Ma come dico sempre, i cavalli vincenti si vedono sul traguardo e il finale di stagione mi ha ripagato appieno dei tanti sforzi. Sono riuscito a ritagliarmi i miei spazi nonostante la giovane età e un curriculum meno ricco di altri compagni, e questa è una grandissima soddisfazione. E sono riuscito a lasciare il segno, con un gol a Torre Annunziata, appena entrato dalla panchina, importantissimo per il campionato.
Bello vedere ventimila persone sugli spalti in queste categorie
‘’La dimensione di quanto sto vivendo me l’hanno data dei colleghi del Barletta, squadra che abbiamo affrontato e battuto domenica. Hanno detto di aver respirato per la prima volta nella loro carriera il calcio vero. Questa è una piazza calda, dove si vive per il calcio. La gente ti trasmette un calore unico, ti fanno sentire subito un loro beniamino’’.
Come si vive a Salerno?
‘’Mi sono trovato benissimo fin da subito, anche se il mio esordio alla Salernitana non è stato dei migliori (espulsione in un Salernitana-L’Aquila). Ho avuto la forza di non scoraggiarmi: piazze così devi saperle prendere di petto, non farti sopraffare dagli eventi e dalle aspettative dei tifosi. Fuori dal campo è ancora più bello. A Monza i rapporti con la gente erano più freddi, qui i ristoratori e i negozianti ti trattano come se fossi un loro parente: la magia del Sud Italia’’.
Ti manca Civita Castellana?
‘’Eccome. Quando posso scappo a trovare la mia famiglia, se non ci riesco per qualche settimana sto male. Sono molto legato alle mie origini, ai miei amici, alla mia terra. Tornare nel viterbese mi aiuta anche, di tanto in tanto, a staccare da un ambiente che vive di solo calcio tutta la settimana. Ho modo di rilassarmi un po’ e ricaricare le pile prima di rituffarmi nel mondo della Salernitana.
A quando il rinnovo del contratto in scadenza?
‘’Presto per parlare, adesso godiamoci la festa. La mia intenzione, comunque, è rimanere a Salerno per vivere questa nuova avventura’’.
Sogni nel cassetto per la prossima stagione?
‘’Alle nostre spalle c’è una società seria, solida, e di questi tempi è la fortuna più grossa che si possa avere. Non ci poniamo limiti, anche se più si sale più diventa difficile confermarsi. Un sogno? Chiudere il prossimo campionato di serie B nelle prime quattro o cinque posizioni’’.