

di Andrea Arena
VITERBO – Al termine del rocambolesco pareggio (2-2, per la cronaca) tra Pakistan e Burkina Faso, le due squadre si danno la mano, escono dal campo tra gli applausi e si dirigono di corsa verso la fontanella. Acqua azzurra, acqua chiara, acqua fresca, per raffreddare i bollori di una mattinata mundial. Questo non è il Brasile, ma è molto meglio: è il Mundialito.
Centro sportivo universitario del Riello, mezzogiorno è passato da poco. I quaranta ragazzi dai sei ai tredici anni stanno per archiviare la seconda giornata del Summer camp, l’ormai decennale appuntamento di calcio giovanile organizzato da due monumenti dello sport locale e non solo, Patrizio Fimiani (bagnaiolo, ex portiere della Roma) e Massimiliano Farris (milanese, viterbese d’adozione, giocatore fino alla serie B e ora stimatissimo allenatore). La loro idea è semplice, funzionale e soprattutto certificata: garantire ai ragazzi tre settimane di pallone nella migliore accezione del termine. Dove il divertimento – che è d’obbligo fornire a questi pupi, reduci da nove mesi di scuola e di playstation invernale – si fonde con l’apprendimento, la tecnica, l’educazione, la cura del fisico e l’utilizzo del cervello. Insieme a Fimiani e Farris, due che se la cavano bene allenando anche i professionisti, ecco i giovani istruttori Stefano Maiorana e Antonio Sanetti, carichi d’entusiasmo.
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La struttura universitaria (che Fimiani conosce benissimo, visto che viene utilizzata anche dalla società Calcio Tuscia, presieduta dalla moglie) è perfetta per questo genere di cose. Una mezza dozzina di campi, regolamentari e da calcetto, in erba e in sintetico, uno coperto per ripararsi dal solleone. C’è pure un boschetto ombroso, dove si corre tra la frescura nelle ore più calde. Poi, a fine mattinata, ecco il Mundialito, con i ragazzi divisi a squadre, e in palio punti preziosi per stilare la classifica finale. “Abbiamo creato questo gioco per stimolare la concorrenza tra loro, naturalmente in modo sano e corretto, visto che anche questo fa parte del calcio”, spiega Farris, che nella stagione ha guidato il Sora in serie D e che ora sfoglia la margherita in cerca della prossima panchina. Al suo fianco, Fimiani arbitra la partitella con attenzione, rispondendo alle proteste furbette di qualche giocatore (“Mister, la palla è stata deviata: è corner per noi”), con simpatica fermezza (“Nun ce prova’…”). Le azioni più spettacolari vengono sottolineate da applausi stupiti da chi è rimasto in panchina ad aspettare il suo turno, ma anche dagli stessi tecnici.
Si andrà avanti così per tutta la settimana, e quella successiva, e quella dopo ancora. Il materiale tecnico è di prim’ordine, lo sponsor Teknoconsulting ha dato una mano importante. Sono e saranno mattine intense, queste, e che lasceranno qualcosa in questi ragazzi già così maturi dentro: “Ho dieci fidanzate, io”, dice uno. “A Montalto ho segnato 112 gol”, gli replica Christian, il più piccolo della brigata, un frugoletto biondo irresistibile. Poi si posa tutt’insieme per la foto di Viterbonews24, e la ola finale, mentre i genitori in alto aspettano pazientemente di riportare a casa i loro cuccioli, sudati e felici. Foto scattata, potete andare. Chiede un Cassano in miniatura, innocente e malizioso: “Ma poi ci date i diritti televisivi?” Risposta dei cronisti: per ora no, ma se continuate così, un domani…