ANNO 16 n° 274
''Quarantene scolastiche, famiglie viterbesi abbandonate al loro destino''
Luisa Ciambella (Pd) scrive al sindaco:''Nessuna informazione su come comportarsi e sui tamponi. E' normale tutto ciò?''

VITERBO - Come devono comportarsi le famiglie con un figlio nella cui classe è stato accertato un caso di positività al Covid? Nessuno lo sa.

A vivere nel dubbio e nell'angoscia decine di genitori, a seguito del manifestarsi dei primi casi di contagio nelle scuole della città e della provincia. Un dato che andrà inevitabilmente crescendo.

Al momento le informazioni sono scarsissime e ''queste famiglie si sentono abbandonate al loro destino''. E’ quanto segnala Luisa Ciambella, consigliera comunale del Pd, che sull'argomento ha scritto una lettera al sindaco Arena in cui racconta l’esperienza che sta vivendo in prima persona.

''Lo scorso venerdì sono stata chiamata dalla segretaria della scuola di mia figlia che mi comunicava che la sua classe è stata posta in quarantena, senza specificare altro, e che devo andarla a prendere subito. Noi genitori con il cuore in gola ci presentiamo a scuola e ci vediamo consegnare i nostri figli senza alcuna informazione ulteriore a quella che ho detto: sono in quarantena per disposizione della Asl. Ovviamente, la scuola non può dire di più e non credo che spetti a questa, ma il problema di una comunicazione minima qualcuno se la deve pur porre o crede, sindaco, che le persone debbano essere trattate senza decoro come accaduto? Nessuno ci ha spiegato che tipo di quarantena fosse, che esiste una differenza tra quarantena e isolamento, ma soprattutto nessuno ci ha saputo dire come noi genitori e i fratelli che vivono nello stesso nucleo familiare si dovessero comportare. Nessuno ci ha spiegato la differenza tra contato con Covid e contatta da contatto Covid, semplicemente ‘se ci saranno comunicazioni verranno dalla Asl''.

Le famiglie allora hanno iniziato a confrontarsi tra loro, ponendosi varie domande: ''Il tampone ce lo faranno? Lo faranno solo ai ragazzi? In che tempi? E noi genitori? Dobbiamo provvedere da soli? Aspettiamo cosa? Non finisce qui. Si è aperta poi tutta la parte di come tenere un minore a casa ed essere autorizzati, senza sapere se il provvedimento riguardi anche noi genitori. Le sembra una situazione normale questa sindaco? La situazione che io ho descritto nel dettaglio è quella che stanno vivendo le famiglie della nostra città abbandonate al loro destino peraltro vissuto sulla pelle della cosa che più importante hanno, i loro figli. Non esiste un’informazione chiara, non esiste nessuno che si è posto il problema di darci con i nostri figli un pezzetto di carta dove sinteticamente trovare scritto ciò che si doveva osservare e avere certezza sui nostri comportamento come su quelli del protocollo asl di cui credetemi nessuno sa. Voglio da genitore prima ancora che da consigliere comunale far presente questa assurda condizione perché le istituzioni inizino a parlarsi tenendo conto del punto di caduta, i cittadini che posso testimoniarlo sono assolutamente abbandonati a se stessi''.




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