ANNO 16 n° 273
Quando Paolo Rossi sbarcò a Viterbo…
Nel luglio del 2012 una serata in onore del centravanti campione del mondo

di Pietro Paolo Dorigo

VITERBO - A mente fredda, il giorno dopo, al termine di una buriana di commenti sui social. La scomparsa di Paolo Rossi riporta alla memoria quel luglio del 2012, quando il centravanti del mundial spagnolo sbarcò a Viterbo, per una serata in suo onore. Prima un faccia a faccia sul palco per una breve intervista, poi un reading teatrale nel quale si riviveva l’atmosfera di trent’anni prima, estate del 1982, caldo infernale e l’Italia inaspettatamente campeon. ''Italia-Brasile e le altre'', questa l’opera portata in scena dai Maritozzi, triade esperta nel raccontare sul palco lo ''sport che fu'' alternando le voci di un professore delle superiori (Antonello Ricci), un avvocato (Alessandro Tozzi) e un giornalista (Massimiliano Morelli).

Al termine della performance Rossi si commosse, ringraziò e ai tre e disse: ''E’ la prima volta che rivivo quella partita in questa maniera, senza immagini, ma solo con le voci, e ammetto che è una sensazione sublime''.

Emozionato per il ricordo dettato dal reading e dall’affetto dei viterbesi, Pablito quella sera – era il 5 luglio di otto anni fa – si concesse per selfie e autografi, senza mai smettere di sorridere e soprattutto senza scansare la folla, ancora rapita dalla sua semplicità, dai suoi occhi, dal suo essere campione del mondo capace di stare coi piedi per terra. In accordo con la Panini Modena si stampò una figurina ''mundial'' molto più grande del solito. Quattro copie, una per i tre autori del reading, una per Paolo Rossi. E a distanza di anni Pablito ancora conservava quella foto-poster, amarcord d’una torrida serata viterbese.




Facebook Twitter Rss