

VITERBO - Basta un Cruciani in apertura per far saltare sulla sedia i puristi del politicamente corretto. Il quotidiano Il Domani ha bollato il festival 'Ombre' di Viterbo come un 'salotto di pedagogia nera', ma il direttore artistico Alessandro Maurizi non ci sta e smonta il teorema con una replica al vetriolo che unisce ironia e fatti.

Maurizi elenca gli oltre sessanta ospiti in cartellone — da Stefano Bonaccini a Pietro Grasso, fino a Nicola Gratteri — e lancia un siluro definitivo contro le accuse di 'patriarcato' piovute dalla redazione romana: «Ci accusate di avere poche donne, ma nel vostro Consiglio di Amministrazione contiamo ben otto uomini e un’unica donna». Quando il moralismo a targhe alterate finisce fuori strada.
LETTERA
“Egregio Direttore Fittipaldi,
pur onorati dell’attenzione che il vostro giornale ha dedicato al nostro Festival, qualificato con l’originale definizione di “salotto di pedagogia nera”, Le chiediamo l’opportunità di fare alcune precisazioni rispetto ai variegati contenuti che Christian Raimo ha voluto mettere insieme, con voli pindarici da non sottovalutare.
Critiche da “sinistra Ztl”, sempre pronta a dare “patenti di democraticità”? Vorremmo che non fosse così, anche se nutriamo un pesante sospetto.
L’accostamento tra 'Ombre' e la scritta 'Remigrazione'che campeggia a 500 metri dal nostro palco, è davvero pretestuoso. Noi non abbiamo alcun ruolo in quella realtà. Né ci sogniamo di attribuirne uno al sindaco di Roma Gualtieri, dal momento che nella palazzina occupata di via Napoleone Terzo, - illegalmente e da anni - ha sede il quartier generale di una nota organizzazione di estrema destra.
Piuttosto: perché non viene il 23 luglio, quando si parlerà di “Migrazioni, diritti e nuove sfide della società contemporanea”? Felix Adado, Luigi Iavarone e Antonio Castaldo (che proprio non definirei pedagoghi neri) racconteranno con testimonianze, analisi e storie di vita, il tema dell’accoglienza e dell’integrazione, ma anche quello delle fragilità sociali dove criminalità e marginalità trovano terreno fertile.
Egregio direttore, io personalmente come autore di gialli storici per Mondadori, dove denuncio gli abusi della polizia di quegli anni e ne narro le ragioni storiche, ammetto, da ex funzionario di Polizia, di credere fermamente nel ruolo democratico svolto da tutte le forze dell'ordine nel Nostro Paese; da direttore artistico di 'Ombre', poi, considero fuorvianti e immotivate le accuse di “festival nero” in quanto da sempre distante da posizioni estremiste, sia a destra che a sinistra, e sottolineo fortemente che, trattandosi di una rassegna culturale, fa dell’inclusività e della trasversalità la sua cifra distintiva, a maggior ragione avendo ottenuto il patrocinio e l’utilizzo del logo da parte del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’Ottavo Centenario della morte di San Francesco di Assisi.
Ci sembra alquanto riduttivo ridurre un mese di festival, con la presenza di oltre sessanta ospiti, all’unica serata di apertura con il “fascista” Cruciani: se avrete il tempo e la pazienza di sfogliare le 84 pagine che compongono il programma potrete verificare di persona la trasversalità degli appuntamenti e la molteplicità delle voci presenti, concedendoci magari, di grazia, il patentino antifascista. A proposito: avete mai pensato di accusare di fascismo Confindustria e Radio 24, che editano il programma di Cruciani? E, visto che ci siete, anche le altre emittenti radio e televisive che lo ospitano regolarmente?
Se Raimo avesse letto più attentamente il nostro ricco programma avrebbe scoperto, ad esempio, che sabato 18 luglio è previsto un incontro tra l’europarlamentare ed ex presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini ed il vicepresidente del consiglio regionale Enrico Panunzi, entrambi del Pd.
E poi ancora: domenica 19 luglio l’ex esponente Cinque Stelle Alessandro Di Battista; lunedì 20 luglio la nota giornalista di Repubblica Federica Angeli; martedì 21 luglio l’ex magistrato ed ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris; giovedì 23 luglio Serena Bortone; venerdì 24 luglio Michele Emiliano, ex presidente della Regione Puglia, che dialogherà con la presidente del Pd di Viterbo Manuela Benedetti.
Sabato 25 luglio toccherà all’ex magistrato Pietro Grasso, già presidente del Senato e fondatore di “Liberi e Uguali”.
Cogliamo, inoltre, l’occasione per invitare il suo collaboratore alla serata conclusiva di Ombre, il primo agosto: se il Festival è iniziato con Giuseppe Cruciani terminerà, infatti, con Nicola Gratteri, che, alla luce delle recenti polemiche sollevate in occasione del referendum, non è stato esattamente “adottato” come bandiera rappresentativa della destra. Saremo lieti di ospitare Christian Raimo alla presentazione dell’ultimo libro del magistrato, così, se vorrà, potrà scrivere un pezzo “in presenza”, corredato di foto della serata e non da immagini d’archivio della sindaca in fascia tricolore.
C’è una assenza della quale ci rammarichiamo: quella di Nello Trocchia, che Lei ben conosce in quanto “firma” del suo giornale: lo abbiamo invitato ma non potrà esserci per precedenti impegni. Sarà dei nostri, abbiamo concordato, in altre occasioni.
Venendo ai costi del festival: i 50.000 euro contributo da parte del Comune rappresentano meno di un terzo dei 160000 che sono necessari a sostenere le spese del festival, Il resto sono contributi di sponsor privati e di sostenitori che da sempre credono nel nostro progetto.
Se qualcuno conosce un festival nazionale di un mese, con oltre sessanta ospiti e un programma di queste dimensioni realizzato con così poche risorse pubbliche, ce lo indichi: saremo felici di prenderlo come esempio.
Ci accusano di maschilismo. Noi faremo tesoro della critica e intanto cogliamo l’occasione per ringraziarvi a proposito del rilievo di “patriarcato” che ci avete rivolto.
Troppe poche donne: è vero e ne faremo tesoro nel prossimo futuro. Ma in questo, noi di “Ombre Festival” e voi de “Il Domani”, siamo accomunati da una impellente necessità di rinnovamento. Perché forse non avete fatto caso che, tra Direzione e Consiglio di Amministrazione, la vostra testata conta ben otto uomini a fronte di un’unica donna.”
Alessandro Maurizi – direttore Ombre Festival