ANNO 16 n° 275
Quando certe passioni passano da padre in figlio
Nel 1966 il sindaco era Salvatore Arena e scriveva Sandro Vismara

di Max Vismara

VITERBO - La 'lupara' ai vigili urbani?

Non si può certo dire che l'ascesa del prof Salvatore ('Rino' per i familiari) Arena da Bagnara Calabra alla carica di sindaco della loro città costituisca per i Viterbesi una gradita strenna natalizia: non sono pochi tra noi coloro che non gradiscono la presenza di forestieri nei posti di comando e per molti dei Viterbesi più legati alla tradizione, 'forestiero' è un termine da applicare a chiunque sia nato fuori dalle nostre belle mura (chi scrive è venuto alla luce in via P.ssa Margherita, ora via Matteotti, e spera quindi di poter affettuosamente scherzare su questi piccoli ed innocenti pregiudizi dei suoi concittadini).

Dal brontolio di quei giorni nacque una battuta, con riferimento alle origini siciliane della famiglia Arena: ora ai vigili urbani toglieremo la pistola e daremo la 'lupara'

Il prof. Arena la prese con spirito, replicando, con allusione ad una piazza urbana, quella di 'Sallupara', che i Viterbesi la 'lupara' l'avevano addirittura santificata.

Alessandro Vismara (Tratto dal ''Il Messaggero'' del 17 Giugno 1966 )

Oggi indubbiamente i tempi sono cambiati ma le speranze degli abitanti della città dei papi sono le stesse, e con la loro matita gli elettori si sono riscattati da quella sciocca diffidenza di allora verso il padre affidando a suo figlio Giovanni, il compito di avverarle. Sicurezza, rivalutazione del centro storico e decoro urbano sono solo alcune delle battaglie che il neo eletto dovrà affrontare. Ma sicuramente il primo cittadino avrà dalla sua parte un po' di quella grinta ,ironia e competenza che il ''professor Rino'' metteva nell'affrontare i problemi di un capoluogo di provincia degli anni sessanta, e naturalmente un personale grande amore per Viterbo.




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